Energie rinnovabili: necessario un maggiore impegno degli Stati membri dell’UE per raggiungere l’obiettivo comune

Cambia la lingua
Notizie Pubblicato 21/01/2019 Ultima modifica 08/03/2019
2 min read
La quota di fonti energetiche rinnovabili nel consumo energetico dell’Unione europea (UE) è cresciuta fino a raddoppiare dal 2005. Tale crescita ha tuttavia subito un rallentamento negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’aumento del consumo di energia in generale e della mancanza di progressi nel settore dei trasporti. Il nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) evidenzia che gli Stati membri dell’UE devono intensificare gli sforzi per raggiungere l’obiettivo del 2020 in materia di energie rinnovabili.

 Image © Tim Laws, WaterPIX /EEA

Il rapporto dell’AEA «Renewable energy in Europe — 2018» (Energie rinnovabili in Europa – 2018) illustra i progressi compiuti nella diffusione delle fonti di energia rinnovabili a livello dell’UE sulla base dei dati ufficiali per il 2016 e delle stime preliminari dell’agenzia stessa per il 2017.

Secondo il rapporto, nel consumo finale di energia dell’UE la quota di quella proveniente da fonti rinnovabili è aumentata dal 16,7 % nel 2015 al 17,0 % nel 2016 e, in base alle previsioni, al 17,4 % nel 2017. Sebbene l’obiettivo che l’UE si è data per il 2020 di arrivare al 20 % di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia sia ancora alla portata, i recenti aumenti di tale consumo in alcuni Stati membri stanno rallentando il ritmo di crescita della quota di energia ottenuta da fonti rinnovabili per l’insieme dell’Unione.

Per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2030, gli Stati membri devono incrementare collettivamente la quota di energia da fonti rinnovabili almeno al 32 % del consumo finale lordo di energia. Come evidenziato dal rapporto dell’AEA, attualmente il ricorso alle energie rinnovabili da parte dei singoli Stati membri presenta notevoli fluttuazioni, da oltre il 30 % del consumo finale lordo di energia in Austria, Danimarca, Finlandia, Lettonia e Svezia a meno del 9 % in Belgio, Lussemburgo, Malta e nei Paesi Bassi.

Altri risultati chiave

Nel 2017, l’85 % di tutti i nuovi impianti nell’UE era destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili, di cui per tre quarti eolica e fotovoltaica. Un terzo dell’energia elettrica consumata nell’UE nel 2016 e nel 2017 proveniva da fonti rinnovabili.

Il riscaldamento e il raffreddamento rimangono il principale settore di mercato per le energie da fonti rinnovabili nell’UE, con una quota del 19 % circa nel 2016 e nel 2017. In evidente ritardo è il settore dei trasporti, in cui negli stessi anni solo il 7 % dell’energia usata proveniva da fonti rinnovabili. La maggior parte dell’energia da fonti rinnovabili utilizzata per i trasporti è ascrivibile ai biocarburanti, che possono contribuire al conseguimento dei suddetti obiettivi solo se provvisti di certificazione di conformità ai criteri di sostenibilità di cui alla direttiva sulle energie rinnovabili.

Secondo il rapporto, l’UE è ancora il leader mondiale nella produzione pro capite di energia elettrica da fonti rinnovabili, benché la Cina stia ora incrementando gli investimenti in nuovi impianti. Anche la quota di posti di lavoro legati alla produzione di energie rinnovabili registra progressi più rapidi in Brasile e in Cina che nell’UE.

Il crescente ricorso alle energie da fonti rinnovabili ha consentito all’UE di ridurre la domanda di combustibili fossili e le relative emissioni di gas a effetto serra. Secondo l’analisi dell’AEA, le emissioni totali nell’UE di tali gas sarebbero aumentate del 9 % circa nel 2016 e del 10 % nel 2017, se il ricorso alle energie rinnovabili, in crescita dal 2005, non avesse sostituito l’11 % del consumo interno lordo dell’UE in termini di combustibili fossili nello stesso periodo.

I rapporti «Energie rinnovabili in Europa» integrano la valutazione annuale dell’AEA in merito ai progressi verso il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici dell’UE di cui alla pubblicazione Trends and projections in Europe 2018 (Tendenze e previsioni in Europa per il 2018).

Contenuto correlato

Novità e articoli

Dati correlati

Indicatori correlati

Overview of electricity production and use in Europe Overview of electricity production and use in Europe In 2016,  low-carbon energy sources (i.e. renewables and nuclear energy) continued to dominate the electricity mix for the second year in a row, together generating more power than fossil fuel sources. Fossil fuels (i.e. coal, natural gas and oil) were responsible for 43 % of all gross electricity generation in 2016, a decrease of 11 percentage points across the EU compared with 2005 (54 %). By way of contrast, the share of electricity generated from renewable sources has grown rapidly since 2005, but the pace of growth has slowed down after 2014. In 2016, renewable electricity reached almost one third (29 %) of all gross electricity generation in the EU. This is twice as much as in 2005. As such, renewable sources generated more electricity in 2016 than nuclear sources or coal and lignite. Nuclear energy sources contributed roughly one quarter (26 %) of all gross electricity generation in 2016. The transition from fossil fuels to renewable fuels, together with improved transformation efficiencies in electricity generation, led to an average annual 2.6 % decrease in CO 2 emissions per kWh between 2005 and 2016. Final electricity consumption (the total consumption of electricity by all end-use sectors plus electricity imports and minus exports) in the EU increased by one percent in 2016 compared with 2015, reaching the same level as in 2005. The sharpest growth was observed in the services sector (1.2 % per year) and the sharpest decline in industry (-1.0 % per year). With regards to the non-EU EEA countries,  between 2005 and 2016, electricity generation increased by an average of 4.9 % per  year in Turkey, 7.1 % per year  in Iceland and 0.7 % per year in Norway.
Share of renewable energy in gross final energy consumption Share of renewable energy in gross final energy consumption The share of renewable energy in gross final energy use in the EU has almost doubled since 2005. It reached 17.0 % in 2016 and is expected to have reached 17.4 % in 2017, according to the early estimates from the European Environment Agency (EEA) . These levels are higher than those from the indicative EU trajectory for these years set by the Renewable Energy Directive .  The increase in the share of renewable energy sources in final energy consumption has slowed down in recent years. An increasing energy consumption and lack of progress in the transport sector imperil the achievement of both 2020 targets on renewable energy and energy efficiency at EU level. In 2017, according to the EEA's early estimates:  progress towards national targets deteriorated across the EU, with 20 Member States (all but Cyprus, France, Ireland, Luxembourg, the Netherlands, Poland, Slovenia and the United Kingdom) meeting or exceeding their indicative targets set under the Renewable Energy Directive, compared with 25 Member States on target in 2016. In addition, only 16 Member States (all except Belgium, Cyprus, France, Germany, Ireland, Luxembourg, Malta, the Netherlands, Poland, Portugal, Slovenia and Spain) reached or exceeded the trajectories set in their own National Renewable Energy Action Plans, compared with 19 in 2016; 11 countries (Bulgaria, Croatia, Czechia, Denmark, Estonia, Finland, Hungary, Italy, Lithuania, Romania and Sweden) had already managed to achieve their binding renewable energy share targets for 2020, as set under the Renewable Energy Directive; renewable energy accounted for 30.6 % of gross final electricity consumption, 19.3 % of energy consumption for heating and cooling, and 7.2 % of transport fuel consumption in the whole EU.

Pubblicazioni correlate

Temporal coverage

Azioni del documento
Agenzia europea dell'ambiente (AEA)
Kongens Nytorv 6
1050 Copenaghen K
Danimarca
Telefono: +45 3336 7100