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L’Europa non riuscirà a centrare gli obiettivi fissati per il 2030 senza un intervento urgente, nell’arco dei prossimi dieci anni, che affronti l’allarmante tasso di perdita di biodiversità, gli effetti sempre maggiori dei cambiamenti climatici e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali. La relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sullo “Stato dell’Ambiente”, pubblicata oggi, mostra come l’Europa si trovi di fronte a urgenti sfide ambientali di portata senza precedenti. Tuttavia, secondo quanto emerge dalla relazione, si ravvisano margini di speranza, data la maggiore consapevolezza generale della necessità di cambiare rotta verso un futuro sostenibile, l’adozione di innovazioni tecnologiche, le iniziative comunitarie sempre più numerose ed il potenziamento delle misure dell’UE come ad esempio nel caso del Green Deal europeo.

La quota di fonti energetiche rinnovabili nel consumo energetico dell’Unione europea (UE) è cresciuta fino a raddoppiare dal 2005. Tale crescita ha tuttavia subito un rallentamento negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’aumento del consumo di energia in generale e della mancanza di progressi nel settore dei trasporti. Il nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) evidenzia che gli Stati membri dell’UE devono intensificare gli sforzi per raggiungere l’obiettivo del 2020 in materia di energie rinnovabili.

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