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La riduzione dell’inquinamento diminuirebbe significativamente gli attacchi cardiaci e gli ictus in Europa

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Notizie Pubblicato 15/02/2024 Ultima modifica 15/02/2024
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Photo: © Sabatti Daniela, Well with Nature /EEA
Le prove scientifiche dimostrano che i rischi ambientali sono responsabili di una quota consistente delle malattie cardiovascolari, la causa di morte più frequente in Europa. Un’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente, pubblicata oggi, fornisce una panoramica del legame tra ambiente e malattie cardiovascolari, evidenziando che le iniziative volte a contrastare l’inquinamento, alle temperature estreme e ad altri rischi ambientali sono economicamente vantaggiose per ridurre l’onere delle malattie, compresi gli attacchi cardiaci e gli ictus.

La valutazione dell’AEA ‘Beating cardiovascular disease— the role of Europe’s environment’ (Sconfiggere le malattie cardiovascolari: il ruolo dell’ambiente in Europa) fornisce una panoramica delle prove sui determinanti ambientali delle malattie cardiovascolari in Europa e delle corrispondenti risposte politiche dell’UE. L’analisi mostra che la riduzione dell’esposizione all’inquinamento, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché la lotta alla povertà energetica, possono ridurre in modo significativo il peso delle malattie cardiovascolari e dei conseguenti decessi in Europa.

Secondo studi recenti si stima che almeno il 18 % di tutti i decessi per malattie cardiovascolari in Europa sia dovuto a fattori ambientali fondamentali, tra cui l’esposizione all’inquinamento atmosferico, a temperature estreme, al fumo passivo e al piombo. L’analisi dell’AEA rileva, tuttavia, che questa cifra è probabilmente una stima per difetto, in quanto non tiene conto dell’esposizione sul luogo di lavoro, dell’inquinamento acustico o di sostanze chimiche tossiche diverse dal piombo. Inoltre, alcuni fattori, come l’inquinamento luminoso notturno o l’effetto combinato dell’esposizione a diverse sostanze chimiche, sono ancora poco conosciuti.

L’analisi dell’AEA evidenzia che i rischi ambientali possono essere prevenuti, ma che i singoli cittadini hanno possibilità limitate di proteggersi. Ciò significa che le leggi e i regolamenti, compresi quelli stabiliti dall’UE, e la loro efficace attuazione sono necessari per ridurre l’onere ambientale delle malattie per tutti i cittadini. L’analisi conclude che, nonostante alcune incertezze e lacune nei dati, le prove scientifiche sostengono fermamente la riduzione dell’esposizione ambientale quale strategia economicamente vantaggiosa per ridurre le malattie cardiovascolari.

La valutazione dell’AEA su ambiente e malattie cardiovascolari rientra nelle attività dell’Agenzia a sostegno dell’attuazione e del monitoraggio del piano d’azione dell’UE per l’inquinamento zero, che è una delle iniziative chiave nell’ambito del Green Deal europeo.


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