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Le analisi prospettiche come strumento per comprendere meglio le valutazioni di sostenibilità

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Article Pubblicato 28/07/2020 Ultima modifica 31/07/2020
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Photo: © Photo by drmakete lab on Unsplash
L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha pubblicato di recente un rapporto sui fattori di cambiamento in grado di influenzare le prospettive ambientali e di sostenibilità dell’Europa. Abbiamo intervistato Lorenzo Benini, responsabile del progetto, che lavora all’AEA in qualità di esperto della valutazione della sostenibilità dei sistemi.

Qual è il Suo ruolo nell’AEA e che tipo di lavoro comporta?

Faccio parte del programma dell’AEA che si occupa di elaborare valutazioni ambientali integrate, quali L’ambiente in Europa: Stato e prospettive (SOER). Il mio lavoro si concentra principalmente sullo sviluppo di analisi sistemiche e prospettiche, che studiano le sfide e le opportunità della sostenibilità in Europa. Parte dell’attività consiste nell’identificare ed analizzare i collegamenti tra i sistemi socio-ecologici e socio-tecnici a vari livelli, con una visione orientata al futuro, e nel riconoscere la presenza di una componente di incertezza all’interno delle conoscenze in nostro possesso.

Che cosa sono le analisi prospettiche?

Le analisi prospettiche dell’AEA valutano i potenziali sviluppi futuri, ad esempio in termini di prospettive ambientali e di sostenibilità. Si basano su una combinazione di componenti: conoscenze consolidate sulle tendenze e sulle dinamiche passate, comprensione delle interazioni tra i fenomeni e studio di scenari futuri alternativi. Il futuro porta sempre con sé incertezze e questo è più che mai vero nel mondo attuale, caratterizzato da una crescente volatilità, complessità e ambiguità.

Il mondo è sempre più interconnesso e l’Europa può essere influenzata da sviluppi che si verificano in altre parti del globo, come la crisi generata dal Covid-19 purtroppo ha messo ancora una volta chiaramente in evidenza

Tuttavia è possibile immaginare, esaminare e perseguire un futuro alternativo. A tal scopo, è necessario adottare approcci prospettici, quantitativi o qualitativi, ed interagire con i vari portatori di interesse al fine di sviluppare conoscenze condivise in grado di supportare politiche a favore della sostenibilità. Ad esempio, nel nostro caso, cooperiamo con la rete dei Paesi membri (Eionet), con i decisori politici, con esperti di varie discipline e, sempre di più, con la società civile.

 

Qual è l’obiettivo del recente rapporto dell’AEA?

Il rapporto «Drivers of change of relevance for Europe’s environment and sustainability» (Fattori di cambiamento rilevanti per l’ambiente e la sostenibilità dell’Europa) esamina un’ampia serie di fattori determinanti che potrebbero influenzare il futuro dell’Europa ed il raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità. Nel complesso, il rapporto vuole fornire un’immagine dettagliata dei cambiamenti in corso su scala globale ed europea, delle loro interconnessioni, ma anche delle possibili implicazioni.

Le prospettive ambientali e di sostenibilità dell’Europa sono influenzate da molteplici elementi, che generano sia nuovi rischi che nuove opportunità. Il mondo è sempre più interconnesso e l’Europa può essere influenzata da sviluppi che si verificano in altre parti del globo, come purtroppo evidenziato ancora una volta dalla crisi generata dal Covid-19. Il ruolo che l’Europa svolge sulla scena mondiale è in evoluzione e, in tale contesto, l’Unione europea ha l’occasione di riflettere sulla propria posizione rispetto alle imminenti sfide ambientali, strategiche e di sostenibilità e di cogliere le opportunità che si presentano per avanzare verso un futuro più sostenibile.

Che cosa definisce i fattori di cambiamento?

I fattori di cambiamento differiscono in termini di scala geografica e temporale, origine, intensità e impatto potenziale. Ad esempio, «megatrends» globali come la crescita della popolazione mondiale o il cambiamento climatico sono andamenti di lungo periodo riguardanti tutto il pianeta, che si formano lentamente nel tempo ma che determinano un impatto considerevole. Alcuni trends sono ben consolidati e caratteristici soprattutto dell’Europa, ad esempio l’invecchiamento della popolazione o le migrazioni da est a ovest. Altri invece stanno emergendo ma non sono ancora radicati: penso alla convergenza tecnologica e alla «quarta rivoluzione industriale». Poi entrano in gioco anche le cosiddette «incognite», ossia eventi futuri improbabili ma dagli effetti potenzialmente dirompenti, come importanti scoperte tecnologiche, il declino degli insetti impollinatori o epidemie di malattie infettive.

Come immagina lo sviluppo di alcuni di questi trends?

Possiamo affermare che le sfide ambientali globali sono aumentate negli ultimi 50 anni e che la geografia dell’inquinamento sta cambiando nel mondo, in conseguenza della crescita economica, dei cambiamenti nell’assetto geopolitico e dell’innalzamento dei livelli di consumo. Allo stesso tempo il mondo sta diventando più interconnesso che mai grazie ai flussi di risorse, di persone e di informazioni, un’evoluzione che complica ulteriormente la possibilità di assicurare una governance ambientale globale.

L’Europa è sempre più dipendente da risorse chiave e, contestualmente, sta esternalizzando una quota considerevole delle sue pressioni ambientali. Le nuove tecnologie comportano sia opportunità che rischi per la salute, l’ambiente e il benessere. Stiamo assistendo a un cambiamento in termini di valori, stili di vita e approcci di governance in tutto il mondo. Se da un lato il consumismo è in espansione, soprattutto nei paesi emergenti, dall’altro vediamo che fasce della popolazione abbracciano nuove idee e che i cittadini chiedono sempre più spesso azioni a favore dell’ambiente e della sostenibilità, sia in Europa che altrove.

In che modo gli studi prospettici sono impiegati nei processi decisionali nazionali e dell’Unione europea?

Nel settore ambientale e della sostenibilità gli studi prospettici sono spesso sviluppati per anticipare i rischi potenziali e individuare opportunità per il progresso delle politiche ambientali e di sostenibilità. La Commissione europea, ad esempio, ha stabilito un sistema di anticipazione del rischio (FORENV) volto a individuare le problematiche ambientali emergenti, al fine di sensibilizzare i responsabili politici e i portatori di interesse rispetto alle possibili implicazioni e favorire lo sviluppo di risposte efficaci. Troviamo esempi simili in tutti i Paesi membri dell’AEA. Inoltre, di recente le previsioni strategiche hanno acquisito importanza nella definizione delle politiche europee con la nomina di un commissario per le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, il vicepresidente Maroš Šefčovič, e con la rete di previsione strategica dell’Unione europea.

Nel settore ambientale e della sostenibilità gli studi prospettici sono spesso sviluppati per anticipare i rischi potenziali e individuare opportunità per il progresso delle politiche ambientali e di sostenibilità

Nell’immediato, a che cosa si dedicherà l’AEA in questo ambito?

L’AEA, insieme a esperti di previsioni provenienti dai Paesi membri e dai centri di riferimento nazionali per le informazioni prospettiche (NRC-FLIS), sta fornendo un contributo attivo al sistema FORENV. Inoltre, sta lavorando a numerosi progetti legati a studi prospettici, spesso in partenariato con i Paesi membri e altre istituzioni dell’Unione europea. In futuro, contiamo di analizzare le implicazioni dei fattori di cambiamento per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità in Europa, stabilire un sistema di scansione ed identificazione dei trends emergenti, nonchè di sviluppare ulteriormente questa base di conoscenze per la prossima edizione del SOER.

Lorenzo Benini
Esperto di valutazione di sostenibilità dei sistemi
Agenzia europea dell’ambiente

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