Investire per la sostenibilità

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Article Pubblicato 18/09/2018 Ultima modifica 19/10/2018
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La Commissione europea ha recentemente adottato un pacchetto di proposte legislative volte a dare impulso alla finanza sostenibile nell’Unione europea (UE). Le proposte della Commissione prendono le mosse dalle raccomandazioni del gruppo di esperti di alto livello sulla finanza sostenibile, composto da esperti provenienti dalla società civile, dal settore finanziario, dal mondo accademico e dalle istituzioni europee e internazionali. Abbiamo parlato con Andreas Barkman, rappresentante dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) all’interno del gruppo di esperti, che lavora alla consulenza strategica sulle questioni inerenti ai cambiamenti climatici e all’energia.

 Image © Julian Wildner on Unsplash

  

Che cos’è esattamente la finanza sostenibile?

In termini generali, la finanza sostenibile riguarda il riorientamento e la scalabilità degli investimenti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. La finanza verde è una parte della finanza sostenibile e si riferisce agli investimenti che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di politica ambientale sulla sostenibilità. Dare impulso alla finanza verde è importante perché raggiungere gli obiettivi ambientali è in larga misura un problema di investimenti.

Il factoring nell’ambito ambientale, sociale e della governance attraverso la catena di investimento contribuirà a riorientare il capitale verso attività a lungo termine più sostenibili. Aiuterà anche a individuare e gestire i potenziali rischi sistemici per la stabilità finanziaria.

Quali sono le dimensioni economiche delle esigenze di investimento?

Spesso è difficile tradurre obiettivi, politiche e misure direttamente in esigenze di investimento, ma vi sono alcune stime.  Secondo alcune stime, ad esempio, occorrono circa 1 000 miliardi di euro di investimenti, annualmente, dal 2021 in poi, per raggiungere gli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima per il 2030. La carenza di investimenti futuri–quanto mancherà cioè per giungere a quei 1 000 miliardi di euro–è stimata in circa 180 miliardi di euro annui. È importante tenere a mente che non si tratta di costi, bensì di investimenti produttivi con rendimenti attesi e molteplici benefici collaterali. L’ONU ha calcolato che il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello globale richiederebbe circa 5 000-7 000 miliardi di dollari USA di investimenti con una carenza di investimenti pari a circa 2 500 miliardi di dollari USA nei paesi in via di sviluppo.

Colmare queste carenze di investimenti va ben oltre la capacità del settore pubblico da solo; ecco perché è necessario attingere alla più ampia capacità dei mercati finanziari.  Dobbiamo individuare nuove strategie per aiutare e incentivare gli investitori a orientare il capitale in modo da poter colmare tale divario. Una finanza più sostenibile in modo più efficace sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo in termini di ambiente e clima.

Come si sta muovendo l’UE per promuovere la finanza sostenibile?

Numerosi attori pubblici e privati hanno già lavorato nel settore della finanza verde e sostenibile all’interno dell’UE, pertanto il concetto non è nuovo. Ciò che è nuovo è lo slancio politico che sta prendendo piede velocemente e la necessità di un sostegno più strutturato alle politiche. È sempre più condivisa l’idea secondo cui è fondamentale apportare delle modifiche al sistema finanziario se l’Europa vuole raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità e tutelare la stabilità finanziaria. Inoltre, un quadro chiaro e prevedibile per la finanza sostenibile contribuirà a rendere l’UE una meta più attraente per gli investimenti verdi. 

La Commissione europea ha svolto un ruolo chiave a questo riguardo e ha recentemente varato la prima serie di proposte legislative sulla finanza sostenibile. Tali proposte seguiranno adesso il normale iter legislativo dell’UE. Al contempo, un gruppo di esperti dedicato comincerà a lavorare agli aspetti tecnici alla base di tali proposte legislative, elaborando tra l’altro le categorie e i criteri iniziali per gli investimenti sostenibili.

Quali sono i problemi che l’UE deve affrontare per rafforzare la finanza sostenibile?

I fronti aperti sono diversi; vi è, infatti, tutta una serie di questioni che vanno affrontate in un certo lasso di tempo. Sia il piano d’azione della Commissione europea sul finanziamento della crescita sostenibile sia la relazione finale del gruppo di esperti di alto livello (HLEG) sulla finanza sostenibile ne evidenziano alcune delle più importanti.

Uno dei problemi chiave individuati dalla Commissione e dal gruppo di esperti di alto livello è la necessità di creare un sistema di classificazione a livello di UE per le attività sostenibili. Un siffatto sistema contribuirebbe a definire in quali attività economiche si dovrebbe investire – e a quali condizioni – per fornire un contributo tangibile agli specifici obiettivi ambientali quali la mitigazione dei cambiamenti climatici o la tutela degli ecosistemi. Si tratta di un compito ambizioso ma anche estremamente stimolante, che richiederà le competenze di numerose discipline. Il sistema di classificazione dev’essere rigoroso dal punto di vista tecnico ma, al tempo stesso, non deve diventare troppo complesso. Deve inoltre consentire al sistema finanziario di agire di conseguenza in modo efficace.

Perché il sistema di classificazione per gli investimenti sostenibili è così importante?

Un sistema di classificazione a livello di UE integrerebbe le attuali politiche settoriali e tematiche, rafforzando così la certezza politica agli occhi degli investitori.

Attualmente, esistono diversi approcci nazionali e orientati al mercato ma nessun sistema a livello di Unione europea che contempli tutti i principali obiettivi ambientali in modo uniforme, chiarendo che cosa costituisce un investimento eco-sostenibile. Questa mancanza di armonizzazione suscita incertezza negli investitori e ostacola lo sviluppo del mercato unico per gli investimenti sostenibili. Inoltre, la definizione di criteri comuni tecnicamente rigorosi in un sistema a livello di UE ridurrebbe il rischio di un potenziale «ecologismo di facciata» dei prodotti finanziari nel mercato.

Cosa comportano questi rapidi sviluppi della finanza sostenibile per l’AEA?

L’AEA continuerà a partecipare al processo politico dell’UE in materia di finanza sostenibile. A breve termine, l’Agenzia presterà sostegno al lavoro del gruppo di esperti tecnici della Commissione.

Nel lungo periodo, invece, il ruolo dell’AEA dipenderà dall’esito dell’iter legislativo nonché dalla disponibilità di risorse. Nella recente proposta della Commissione, l’AEA è presentata nel contesto di una piattaforma pubblico-privata a lungo termine sulla finanza sostenibile. La piattaforma presterebbe assistenza e consulenza alla Commissione, principalmente su argomenti correlati alla tassonomia per le attività sostenibili a livello di UE. All’interno della piattaforma, l’AEA coopererebbe a stretto contatto con altri organismi pubblici, quali la Banca europea per gli investimenti, le tre autorità europee di vigilanza e il Fondo europeo per gli investimenti.

Credo che in futuro il legame tra politica ambientale e finanziaria sarà più forte, e che entrambe ne trarranno vantaggio. Gran parte dei problemi ambientali futuri hanno un nesso molto forte con gli investimenti. Fornire un quadro politico chiaro, stabile e attuabile è fondamentale per finanziare con successo tali investimenti.

Andreas Bakman

Andreas Barkman

Consulenza strategica sui cambiamenti climatici e sull’energia, AEA

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