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Intervista — Prosumatori e crisi energetica: i cittadini contribuiscono alla transizione energetica dell’Europa

Cosa si intende per «prosumatori» (potenziale acquirente e consumatore) di energia e qual è il loro ruolo nel promuovere l’uso di energia rinnovabile in tutta Europa? Abbiamo parlato con Javier Esparrago, esperto di energia e ambiente dell’AEA, del contributo che i cittadini, le istituzioni e le imprese possono apportare per affrontare l’attuale crisi energetica diventando prosumatori, attivi sia nella produzione che nel consumo di energia rinnovabile. All’inizio di questo mese l’AEA ha pubblicato una relazione che spiega cosa significa essere prosumatori di energia rinnovabile e illustra la crescente diffusione di tali pratiche grazie a tecnologie più efficienti ed economiche e a politiche di promozione.

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Solidarietà come chiave della ripresa dalla COVID-19 e di un futuro migliore e sostenibile

Il 2021 è stato un anno segnato dalla pandemia COVID-19 e dagli effetti dei cambiamenti climatici. A fronte degli aumenti dei prezzi dell’energia e delle preoccupazioni sanitarie, nel 2022 la ripresa dell’Europa imporrà l’adozione di decisioni difficili. È molto probabile che, a lungo termine, eventuali ritardi o progetti di ripresa con ambiziosi ridotte, abbiano costi sociali ed economici maggiori. Rimediare alle disuguaglianze sociali in questa transizione verso la sostenibilità è indispensabile per garantire a tutti noi un futuro migliore.

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Migliorare le prestazioni ambientali nelle organizzazioni

Oltre a fornire informazioni affidabili sull’ambiente e sul clima, l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) si adopera, come organizzazione, per migliorare le proprie prestazioni ambientali. Abbiamo intervistato Melanie Sporer, che coordina tali sforzi presso l’AEA nel quadro del sistema dell’UE di ecogestione e audit (EMAS).

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Riflessioni sugli obiettivi di neutralità climatica in Europa durante l’epidemia di Covid-19

I paesi europei stanno adottando misure drastiche per limitare l’impatto della Covid-19 sulla salute dei cittadini europei e sull’economia. Le crisi di questa portata tendono ad avere ripercussioni immediate e gravi su intere popolazioni e sull’economia. Considerando il suo potenziale in termini di effetti sui settori economici chiave, è atteso che la crisi da coronavirus riduca alcuni degli impatti delle attività economiche sull’ambiente e sul clima. Tuttavia, non è assolutamente grazie a crisi profonde e improvvise con un costo estremamente elevato per la società che l’Unione europea si è impegnata a trasformare la propria economia e a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Il Green Deal europeo e la recente proposta di una legge europea sul clima invocano invece una riduzione irreversibile e progressiva delle emissioni, garantendo al tempo stesso una transizione equa che sia di sostegno agli interessati.

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Realizzare la sostenibilità: le nuove politiche europee offrono un’opportunità unica

Ursula von der Leyen, presidente eletto della Commissione europea, ha definito le priorità politiche della sua squadra per i prossimi cinque anni. Un Green Deal europeo, che delinea un’azione più ambiziosa sulle crisi del clima e della biodiversità, è al centro del suo programma. Le politiche europee affrontano da tempo il degrado ambientale e i cambiamenti climatici con un certo successo e alcuni fallimenti. Sostenuto da crescenti inviti all’azione da parte dell’opinione pubblica, questo nuovo mandato politico, con la nuova Commissione europea e il nuovo Parlamento europeo, offre un’opportunità unica per intensificare e accelerare una transizione verde e giusta per l’Europa.

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Veicoli elettrici: una scelta intelligente per l’ambiente

I veicoli elettrici sono migliori per il clima e per la qualità dell’aria rispetto alle auto a benzina o a diesel? Abbiamo incontrato Andreas Unterstaller, esperto di trasporti e ambiente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), per discutere i pro e i contro delle auto elettriche, tema di un nuovo rapporto dell’AEA.

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AEA: 25 anni di aumento delle conoscenze a sostegno delle politiche ambientali europee

L’Unione europea (UE) si prefigge una serie di obiettivi ambientali e climatici tra i più ambiziosi al mondo, che coprono un’ampia gamma di settori d’intervento, dalla qualità dell’aria, dei rifiuti e delle acque fino all’energia e ai trasporti. Sulla base dei dati segnalati dagli Stati membri, l’Agenzia europea dell’ambiente contribuisce a monitorare i progressi e a individuare i settori in cui occorrono maggiori sforzi. Sin dalla sua istituzione, avvenuta 25 anni fa, l’AEA sviluppa i suoi dati e il suo lavoro basato sulle conoscenze al fine di contribuire all’elaborazione delle politiche in Europa.

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Comprendere la complessità dei cambiamenti climatici e agire di conseguenza

I cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più importanti del nostro tempo. Il loro impatto viene avvertito in tutto il pianeta e interessa le persone, la natura e l’economia. Per mitigare i cambiamenti climatici dobbiamo ridurre significativamente le emissioni globali di gas a effetto serra. Trasformare questo obiettivo generale in misure concrete richiede la comprensione di un sistema complesso, nel quale le emissioni provenienti da diverse fonti sono collegate agli effetti a livello nazionale e regionale, alla governance globale e ai potenziali benefici collaterali. L’Agenzia europea dell’ambiente si impegna a migliorare costantemente le conoscenze necessarie per elaborare misure efficaci sul campo.

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Focus sulle emissioni dei settori del trasporto aereo e marittimo

L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha pubblicato di recente la sua relazione annuale relativa al meccanismo di relazioni sui trasporti e l’ambiente (TERM), che quest’anno è dedicata ai trasporti aerei e marittimi, due settori in rapida crescita che producono un impatto anche a livello ambientale, segnatamente sotto forma di emissioni. Abbiamo chiesto ad Anke Lükewille, esperta dell’AEA in materia di inquinamento atmosferico, di illustrarci i punti chiave della relazione TERM di quest’anno.

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Seguire i progressi dell’Europa verso il conseguimento degli obiettivi climatici ed energetici del 2020

L’Unione europea (UE) si è impegnata a raggiungere diversi obiettivi climatici ed energetici allo scopo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’uso di fonti rinnovabili. In che modo l’AEA segue i progressi che gli Stati membri dell’UE stanno compiendo per il conseguimento di questi obiettivi? Abbiamo chiesto a Melanie Sporer, esperta dell’AEA in materia di energia e mitigazione dei cambiamenti climatici, di spiegare il ruolo dell’Agenzia in questo compito. Oltre a ciò, ha illustrato i progressi annuali riportati nell’ultima relazione “Tendenze e proiezioni”.

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I vantaggi di un’aria più pulita per la salute umana e i cambiamenti climatici

Grazie alla legislazione, alla tecnologia e all’abbandono progressivo dei combustibili fossili altamente inquinanti, negli ultimi decenni la qualità dell’aria in Europa è migliorata. Tuttavia, l’inquinamento atmosferico continua a incidere negativamente sulla salute di tante persone, specialmente nei centri urbani; a causa della sua complessità, la lotta a questo tipo di inquinamento richiede un’azione coordinata a molti livelli. Per coinvolgere i cittadini, è essenziale fornire loro informazioni tempestive e accessibili. Questo è proprio lo scopo del nostro indice europeo della qualità dell’aria, recentemente introdotto. I miglioramenti della qualità dell’aria non solo farebbero bene alla nostra salute, ma potrebbero anche contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

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Verso un futuro elettrico?

Sta per compiersi un silenzioso cambiamento sulle strade europee: è in vista il boom del ricorso ai veicoli elettrici. Un fatto che potrebbe spianare la strada a un sistema di trasporti su strada più ecologico, ma potrebbe anche rappresentare una sfida per il soddisfacimento del fabbisogno energetico e gli investimenti nelle relative infrastrutture.

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Globale e locale: energia sicura e a prezzi accessibili

L’energia è una merce trattata sui mercati mondiali. Lo scarso accesso a fonti energetiche a prezzi convenienti, le interruzioni dei flussi di energia, la forte dipendenza dalle importazioni e le violente fluttuazioni dei prezzi sono tutti elementi che sono considerati potenziali debolezze, incidendo sull’economia e, di conseguenza, sul benessere sociale ed economico delle comunità interessate. Il rilancio della capacità di uso di energie rinnovabili in Europa e nel mondo può cambiare le norme della politica in materia di energia globale? Qual è il contributo dell’Unione dell’energia?

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Intervista — L’efficienza energetica è un vantaggio per tutti noi

I potenziali benefici derivanti da una maggiore efficienza energetica sono considerevoli, non solo in termini di risparmio energetico e di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche per contribuire a una serie di altri benefici collaterali, tra cui il miglioramento della salute umana e la creazione di posti di lavoro. Abbiamo domandato a Tim Farrell, consulente di alto livello presso il Centro di Copenaghen per l’efficienza energetica, quale sia la soluzione migliore per promuovere l’efficienza energetica. Egli ha sottolineato che, tra gli ingredienti fondamentali per il successo, figurano misure politiche mirate e risorse sufficienti per favorire l’attuazione e la conformità.

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Verso un’energia pulita e rinnovabile

L’investimento nell’energia pulita deve andare di pari passo con l’efficienza e il risparmio energetici. Soluzioni innovative possono fondamentalmente cambiare il nostro modo di produrre, immagazzinare, trasportare e consumare energia. La transizione dai combustibili fossili all’energie rinnovabili e pulite potrebbe influire nel breve termine sulle comunità che dipendono dai combustibili fossili: con l’ausilio di politiche mirate e investimenti in nuove competenze professionali, l’energia pulita può offrire nuove opportunità economiche.

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Definire il futuro dell’energia in Europa: pulita, intelligente e rinnovabile

La qualità della nostra vita dipende, tra le altre cose, da un approvvigionamento energetico affidabile a prezzi accessibili. Usiamo l’energia per riscaldare e rinfrescare le nostre case, per cucinare e conservare i nostri cibi, per viaggiare e costruire scuole, ospedali e strade. Usiamo apparecchi e macchinari per svolgere numerose attività che contribuiscono alla nostra salute e al nostro benessere, e questi richiedono energia. Bruciamo ancora combustibili fossili per ottenere la maggior parte dell’energia che impieghiamo; inoltre, una parte considerevole di questa energia viene consumata non solo durante l’utilizzo finale, ma anche dai processi trasformazione precedenti.

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L’energia e il cambiamento climatico

La mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici sono sfide chiave del XXI secolo. Alla base di queste sfide vi è la questione dell’energia o, più precisamente, il nostro consumo energetico complessivo e la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Per riuscire a limitare il riscaldamento globale, il mondo ha urgente necessità di impiegare l’energia in modo efficiente, avvalendosi delle fonti di energia pulita per far muovere le cose, riscaldare e raffreddare. Le politiche dell’Unione europea svolgono un ruolo importante a favore di questa transizione.

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L’energia in Europa: situazione attuale

I paesi europei consumano meno energia rispetto a 10 anni fa, perlopiù grazie a una maggiore efficienza energetica. L’Europa inoltre fa minore affidamento sui combustibili fossili grazie al risparmio energetico e a un’adozione più rapida del previsto delle energie rinnovabili. Nel decennio 2005-2015, la percentuale di rinnovabili rispetto al consumo energetico dell’UE è quasi raddoppiata, passando dal 9 % a quasi il 17 %. Alcuni settori e paesi sono all’avanguardia nell’uso dell’energia pulita. Tuttavia, nonostante il declino della loro quota del mercato, i combustibili fossili sono sempre la fonte energetica prevalente in Europa.

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Intervista — Coltivare alimenti o carburanti sul nostro suolo?

Solo un decennio fa, la produzione di biocarburanti dalle piante è stata salutata come un’alternativa ecologica ai combustibili fossili. Recentemente si è cominciato a considerarla una soluzione in concorrenza con la produzione di alimenti che non si è sempre rivelata efficace per ridurre le emissioni di gas a effetto serra o di inquinanti atmosferici. Abbiamo parlato con Irini Maltsoglou, responsabile per le risorse naturali presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), della produzione di biocarburanti e di agricoltura per sapere se e in che modo si possano praticare in modo sostenibile.

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Finanziamenti per il clima: risorse per un’Europa a basse emissioni di carbonio e resiliente al cambiamento climatico

Il nostro clima sta cambiando. Per contrastare questo fenomeno dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra; nel contempo, dobbiamo intervenire con misure che ci aiutino a prepararci per gli impatti presenti e futuri. Entrambi questi filoni d’azione richiedono uno sforzo senza precedenti per reindirizzare gli investimenti, come hanno riconosciuto la conferenza sul clima di Parigi e la recente conferenza di Marrakech. Il settore finanziario può svolgere e svolgerà un ruolo decisivo favorendo la transizione dell’Europa verso una società a basse emissioni di carbonio e resiliente al cambiamento climatico.

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