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In sintesi: La legislazione dell’UE in materia di protezione della natura

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Article Pubblicato 17/05/2022 Ultima modifica 29/08/2023
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Gli Stati membri dell’UE hanno iniziato a coordinare le politiche ambientali negli anni Settanta e la natura è stato il primo settore di interesse degli interventi europei. Ad oggi, le direttive in materia di protezione della natura – la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat, adottate rispettivamente nel 1979 e nel 1992 – costituiscono la base degli sforzi dell’UE per la protezione e la conservazione della biodiversità.

Le due direttive hanno posto molte specie e habitat sotto un programma comune di protezione che prevede regolari monitoraggi e requisiti di segnalazione. Il degrado documentato grazie a queste due direttive richiede un’azione più ampia e coordinata tra i vari ambiti politici, sia in Europa che a livello globale.

A oggi, l’UE dispone di un sistema legislativo riguardante l’ambiente e il clima tra i più completi al mondo. Alcune leggi dell’UE affrontano le emissioni di inquinanti o gas serra, i livelli di inquinamento nell’aria o nell’acqua o le emissioni da fonti specifiche, come l’industria o i trasporti.

Alcune leggi dell’UE in materia di protezione della natura, come l’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori, chiedono un’azione mirata. Altre, in particolare la direttiva quadro sulle acque e la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, svolgono un ruolo centrale nella protezione della natura tramite una gestione basata sugli ecosistemi. La direttiva quadro sulle acque richiede agli Stati membri di ottenere un «buono stato» per tutti i corpi idrici (laghi, fiumi e acque sotterranee) attraverso una gestione sostenibile e coordinata di interi bacini idrografici.

Analogamente, la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino chiede di raggiungere a un buono stato ecologico dell’ambiente marino, risolvendo fattori di pressione e inquinamento. La legislazione in materia di protezione della natura è supportata, tra l’altro, da quella sull’economia circolare che mira a ridurre i rifiuti e i rischi di contaminazione, ad esempio attraverso una più efficiente gestione dei rifiuti, una migliore progettazione ecocompatibile e limitazioni alla plastica monouso.

Queste leggi aiutano gli Stati membri dell’UE a respirare un’aria più sana, a passare a un’energia più pulita, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a porre sotto protezione una quota semre piu’ crescente della propriearee terrestri e marine, anche attraverso la rete Natura 2000. Le infrastrutture verdi dell’UE connettono sempre più spazi naturali, facilitando i movimenti della fauna selvatica. Le città stanno pianificando spazi blu e verdi per prepararsi agli impatti dei cambiamenti climatici e contribuire alla conservazione della biodiversità.

Il Green Deal europeo, che delinea l’ambizione a lungo termine dell’UE di diventare entro il 2050 il primo continente con un’economia sostenibile a impatto climatico zero, viene implementato attraverso strumenti politici chiave come la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, la strategia «Dal produttore al consumatore», la strategia dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici e la nuova strategia dell’UE per le foreste per il 2030. È inoltre supportato da altri, come il piano d’azione per l’economia circolare, la strategia in materia di sostanze chimiche e il piano d’azione per l’inquinamento zero.

Per ridurre i fattori di pressione sulla natura, fermare il declino e ripristinare la biodiversità, l’Europa dovrà intervenire su tutti i fronti, trasformare i suoi sistemi energetici, alimentari e di mobilità e farlo con i partner globali.

I sistemi informativi dell’AEA sulla natura

Sistema informativo europeo sulla biodiversità (BISE): la principale fonte di dati e informazioni sulla biodiversità in Europa.

Sistema di informazione sulle foreste per l’Europa (FISE): un punto di partenza per la condivisione di informazioni con la comunità forestale sull’ambiente forestale europeo e sul suo stato e sviluppo.

Sistema di informazione sulle acque per l’Europa (WISE): il punto di accesso europeo alle informazioni sugli aspetti che riguardano le acque. Contiene risorse sugli ambienti sia di acqua dolce sia marini.

 

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