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In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido

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Press Release Pubblicato 14/03/2013 Ultima modifica 23/11/2020
Photo: © James Hadfield
Nel 2010 Austria, Germania e Belgio hanno riciclato la proporzione più alta di rifiuti urbani in Europa ma, anche se diversi paesi hanno incrementato rapidamente i livelli di riciclo, l’Europa spreca ancora ingenti quantità di risorse preziose conferendole in discarica, e molti paesi rischiano di venir meno agli obiettivi di riciclo legalmente vincolanti.

In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse.

Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dell’AEA

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dall’UE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dell’UE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia.           

Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire l’obiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali l’anno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010.

Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre l’Irlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall’11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e l’Ungheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nell’UE.

L’Austria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%).

L’AEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi.

Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dell’AEA, ha dichiarato: “In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo.”

La relazione dell’AEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e l’attuale situazione economica in molti Stati Membri dell’UE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente.

La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani.

Altre conclusioni

  • L’Europa sta risalendo con successo la “gerarchia di gestione dei rifiuti”, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato.
  • Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nell’UE, Norvegia e Svizzera.      
  • Priorità della legislazione dell’UE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dell’UE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007).
  • I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi c’è la Bulgaria (-18%), l’Estonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). 
  • Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. 
  • Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente all’evoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici.
  • I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo.

Contesto

Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio.

L’obiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dell’UE, alla Norvegia e all’Islanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi l’AEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi.

Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dell’obiettivo.

Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dall’AEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con l’analisi dell’AEA.

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