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Ambiente: grazie a nuove mappe i cittadini europei hanno una panoramica dell’inquinamento atmosferico causato da fonti diffuse

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Il registro su scala europea ha la finalità di aiutare i cittadini europei a partecipare attivamente alle decisioni relative all’ambiente. La Commissione europea e l’Agenzia europea per l’ambiente, in stretta collaborazione con il Centro comune di ricerca (il servizio scientifico interno della Commissione) hanno pubblicato oggi on line nuove mappe che permettono ai cittadini per la prima volta di localizzare le principali fonti diffuse di inquinamento atmosferico come i trasporti e l’aviazione. Nelle 32 nuove mappe vengono indicati i luoghi di emissione di alcuni inquinanti come gli ossidi d’azoto e il particolato. Le mappe integrano i dati esistenti relativi alle emissioni dei singoli impianti industriali disponibili presso il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (PRTR europeo).
Particolato (PM10)

Particolato (PM10)

L’inquinamento atmosferico è una seria minaccia per la salute e in particolare per i soggetti vulnerabili come i bambini e le persone che soffrono di malattie respiratorie. Informando i cittadini sull’inquinamento atmosferico determinato dai trasporti, dalle case e da altre fonti presenti nell’ambiente dove vivono queste mappe danno la possibilità ai cittadini di agire e sollecitare le autorità a migliorare la situazione.

Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’ambiente

Il Commissario all’ambiente Janez Potočnik ha dichiarato che: “Le nostre azioni possono essere credibili soltanto se si basano su solide conoscenze. Anche i cittadini europei dispongono di tali conoscenze e da esse ricavano informazioni importanti. Le mappe dell’inquinamento atmosferico dimostrano il nostro effettivo impegno affinché ciascuno possa comprendere meglio l’origine dell’inquinamento.”

Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’ambiente ha aggiunto quanto segue: “L’inquinamento atmosferico è una seria minaccia per la salute e in particolare per i soggetti vulnerabili come i bambini e le persone che soffrono di malattie respiratorie. Informando i cittadini sull’inquinamento atmosferico determinato dai trasporti, dalle case e da altre fonti presenti nell’ambiente dove vivono queste mappe danno la possibilità ai cittadini di agire e sollecitare le autorità a migliorare la situazione.”

L’E-PRTR, istituito nel 2009 per agevolare l’accesso alle informazioni ambientali, contiene già dati raccolti presso i singoli impianti industriali (fonti puntuali) e da oggi informazioni sulle emissioni dal trasporto stradale, marittimo, aereo, dal riscaldamento degli edifici, dall’agricoltura e dalle piccole imprese (fonti diffuse).

Le fonti diffuse d’inquinamento sono sparse un po’ dappertutto e/o concentrate in aree ad alta densità di popolazione. Una elevata quantità di emissioni provenienti dalle case e dai veicoli rappresenta a livello collettivo una importante fonte diffusa di inquinamento, in particolare nelle città.

Il nuovo insieme di 32 mappe permette ai cittadini europei di vedere su scala di 5 km per 5 km dove si trovano le fonti di inquinamento. Esse riguardano in particolare gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10).

Cosa mostrano le mappe?

I dati relativi alla qualità dell’aria sono messi a disposizione del pubblico dai fornitori di dati[1], ma non forniscono informazioni relative alle varie fonti di inquinamento. Le nuove mappe segnalano le emissioni locali di inquinanti atmosferici, e permettono ai cittadini di avere una visione dettagliata del loro quartiere. Inoltre, tali dati possono essere utilizzati dagli esperti in materia di qualità dell’aria per i loro lavori di modellizzazione, e ciò permette di valutare gli effetti sull’ambiente delle emissioni locali.

Le mappe relative alla distribuzione geografica rivelano ad esempio, la presenza di “punti caldi” in materia di emissioni di ammoniaca (NH3) provenienti dall’agricoltura della pianura padana in Italia, dalla regione francese della Bretagna, e dai paesi del Benelux. Elevati livelli di emissioni di ammoniaca possono nuocere all’ambiente contribuendo all’acidificazione e all’eutrofizzazione del suolo e delle acque dolci.

Esse inoltre mostrano l’estensione delle emissioni di NOX e PM10 dovute al trasporto su strada nelle grandi zone urbane e lungo le principali reti stradali. Nelle città il trasporto su strada è largamente responsabile dei livelli di PM10 nell’aria che respiriamo.

Le carte sono accessibili al seguente indirizzo:                        
http://prtr.ec.europa.eu/DiffuseSourcesAir.aspx.

Contesto

Nel 2003 le parti della Convenzione Aarhus – compresa l’UE – hanno adottato il Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (PRTR), entrato in vigore l’8 ottobre 2009. L’UE è andata oltre il Protocollo PRTR, chiedendo agli Stati membri di fornire informazioni per cinque ulteriori inquinanti rispetto alle 85 sostanze elencate, e impone soglie più severe per le informazioni su altri sei inquinanti.

Le informazioni dell’E-PRTR sono aggiornate ogni anno a maggio. Oltre ai 27 Stati membri dell’Unione europea, esso include inoltre dati riguardanti la Svizzera, l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. La Serbia ha iniziato a fornire informazioni all’E-PRTR nel 2011. Il sito web ora include le nuove informazioni sulle emissioni atmosferiche con i principali inquinanti provenienti da fonti diffuse per il 2008. In futuro conterrà ulteriori informazioni sulle emissioni di fonti diffuse nell’acqua e nel suolo.

L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA)

L’AEA ha sede a Copenhagen. L’agenzia lavora per un miglioramento significativo e misurabile dell’ambiente in Europa, fornendo in tempo utile informazioni specifiche, rilevanti e affidabili ai rappresentanti del mondo politico e al pubblico.

Il Centro comune di ricerca (CCR)

Il Centro comune di ricerca (CCR) è il servizio scientifico interno della Commissione europea e il suo compito è quello di fornire assistenza tecnica e scientifica ai rappresentanti politici dell’UE in materia di protezione dell’ambiente europeo e mondiale. L’EDGAR (Emissions Database for Global Atmospheric Research) stabilisce le tendenze delle emissioni causate dall’uomo di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici nel mondo su scala di circa 10 km per 10 km.


[1]  Ad esempio, il sito web sull’ozono (EEA Ozone web): http://www.eea.europa.eu/maps/ozone/map e un elenco di fornitori di dati in tempo reale sulla qualità dell’aria a livello locale e nazionale: http://www.eea.europa.eu/maps/ozone/resources/about-the-data.

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