Verso un futuro elettrico?

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Article Pubblicato 25/09/2017 Ultima modifica 28/09/2017
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Sta per compiersi un silenzioso cambiamento sulle strade europee: è in vista il boom del ricorso ai veicoli elettrici. Un fatto che potrebbe spianare la strada a un sistema di trasporti su strada più ecologico, ma potrebbe anche rappresentare una sfida per il soddisfacimento del fabbisogno energetico e gli investimenti nelle relative infrastrutture.

©avda-foto Flickr

A giudicare dai saloni automobilistici che si svolgono ogni anno, i veicoli elettrici a batteria stanno per entrare nei mercati di massa, grazie a rapidi progressi tecnologici e alla prevista diminuzione dei prezzi di nuovi modelli nei prossimi anni in virtù di sistemi di batterie più convenienti. I produttori di automobili stanno traendo vantaggio dalla domanda crescente di veicoli più ecologici e meno inquinanti dopo l’aumento delle preoccupazioni in materia di salute legate all’inquinamento atmosferico. I principali produttori affermano che i modelli elettrici più recenti alimentati a batteria sono più affidabili e duraturi. Inoltre i problemi relativi alla qualità dell’aria hanno pregiudicato l’interesse del pubblico per i veicoli diesel.

Dal 2008 le vendite di veicoli elettrici a batteria nell’Unione europea (UE) sono in forte crescita e, nel 2015, sono aumentate del 49 % rispetto al 2014. Nonostante una crescita più lenta nel 2016, si prevede che questo trend positivo sarà mantenuto nel lungo termine. Tuttavia, le auto diesel e a benzina rimangono "i re della strada": complessivamente, nel 2016 il 49,4 % di tutte le nuove automobili immatricolate nell’UE era diesel e il 47 % andava a benzina. Insieme, i veicoli elettrici a batteria e quelli ibridi ricaricabili rappresentano ancora una piccola frazione delle vendite totali, pari all’1,1 % di tutte le auto nuove vendute nell’UE. In base al mercato attuale, si prevede che entro il 2020-2025 la quota futura di mercato di nuovi veicoli elettrici sarà compresa tra il 2 % e l’8 %.

Diversi studi hanno concluso che il costo, unitamente all’affidabilità della nuova tecnologia, rimane il motivo principale per cui i veicoli elettrici non attecchiscono ancora pienamente presso i consumatori. Le preoccupazioni riguardanti la gamma dei veicoli e l’aspettativa di vita delle batterie, la disponibilità di ricarica e i costi di proprietà, comprese le imposte e la manutenzione, rappresentano tuttora un problema.

Dare un taglio alla benzina

Malgrado queste difficoltà, i veicoli elettrici sono incentivati perché rappresentano uno dei fattori principali che contribuiscono alla costruzione di un sistema di mobilità sostenibile e sono pronti a mettere in discussione la dipendenza di lunga data dei consumatori europei dal motore a combustione interna e dal petrolio per soddisfare le loro esigenze di trasporto. La crescente diffusione dei veicoli elettrici, in particolare di quelli alimentati da fonti di energia rinnovabili, può svolgere un ruolo importante nel conseguimento dell’obiettivo UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’80 %-95 % entro il 2050 e realizzare la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio.

Generalmente i veicoli elettrici sono di gran lunga più efficienti dal punto di vista energetico rispetto ai veicoli alimentati da combustibili fossili. In base alla modalità di produzione dell’energia elettrica, la diffusione delle autovetture elettriche a batteria può ridurre notevolmente le emissioni di anidride carbonica e degli inquinanti atmosferici (ossidi di azoto e particolato), che sono state le principali cause dei problemi di qualità dell’aria in molte città europee.

Fra tutti i paesi europei, la Norvegia è all’avanguardia nell’ambito delle auto elettriche. Attualmente in tale paese vengono utilizzati più di 100 000 mezzi di questo tipo e l’associazione nazionale per i veicoli elettrici punta ad aumentare questa cifra fino a 400 000 entro il 2020. In molti paesi europei, le auto elettriche si diffondono sempre di più grazie alle tante iniziative e sovvenzioni disponibili, tra cui le esenzioni fiscali, gli sconti sulle ricariche e il parcheggio gratuito, introdotte per indurre gli automobilisti a operare una scelta ecologica. Questi regimi di supporto hanno un forte impatto sulle vendite: nei Paesi Bassi e in Danimarca, dopo il taglio degli incentivi fiscali e dei sussidi nel 2016, le vendite dei veicoli elettrici a batteria e di quelli ibridi ricaricabili sono calate considerevolmente, ma nel 2017 la Danimarca ha reintrodotto alcuni incentivi fiscali per rilanciarle.

Effetti sulla qualità dell’aria e sui cambiamenti climatici

Un boom nella diffusione dei veicoli elettrici comporterà una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e un miglioramento della qualità dell’aria nelle città e nei principali corridoi dei trasporti. Tuttavia, l’aumento della domanda di elettricità per alimentare le auto costituirà un altro tipo di sfida per i fornitori di energia. Secondo un’analisi dell’AEA, se l’uso dei veicoli elettrici raggiungesse l’80 % entro il 2050, sarebbero necessari 150 gigawatt supplementari di elettricità per caricarli. Il consumo complessivo di elettricità in Europa da parte di tali veicoli aumenterebbe dallo 0,03 % circa nel 2014 al 9,5 % nel 2050.

In base alla fonte dell’elettricità impiegata, gli effetti positivi sul clima e sulla qualità dell’aria potrebbero essere controbilanciati da ulteriori emissioni del settore energetico interessato. Gli aumenti delle emissioni sarebbero maggiormente evidenti se il fabbisogno di energia supplementare fosse soddisfatto dall’elettricità proveniente da centrali a carbone. In alcune regioni il maggior ricorso al carbone per la produzione di energia potrebbe comportare ulteriori emissioni di anidride solforosa. Complessivamente, però, secondo le stime, la quantità di emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e particolato del trasporto su strada che verrebbero evitate, supererebbero le più elevate emissioni dovute alla produzione di elettricità a livello UE.

Il boom elettrico rischia di incidere sulla rete di alimentazione

Un boom delle auto elettriche potrebbe inoltre costituire una dura sfida da gestire per le infrastrutture dell’energia elettrica e le reti di alimentazione, soprattutto nei paesi che consumano più elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Al giorno d’oggi la maggior parte delle reti nazionali è male attrezzata per far fronte a un maggior consumo di veicoli a batteria e molti paesi non dispongono delle infrastrutture adeguate per la ricarica. La maggior parte dei paesi europei ha solo alcune migliaia di punti di ricarica pubblici, e per lo più solo a carica lenta, che consentono di ricaricare i veicoli impiegando prese elettriche e cavi a CA (corrente alternata) a basso voltaggio di uso comune. Le fonti di ricarica rapida, d’altra parte, forniscono CC (corrente continua) a voltaggio più elevato, consentendo di caricare i mezzi molto più rapidamente. Tuttavia, ciò è più costoso e durante i trasferimenti di carica si disperde una maggiore quantità di elettricità.

Si teme inoltre che la maggior parte delle persone colleghi alla corrente la propria auto scarica dopo il lavoro, cosa che graverebbe ulteriormente sulle reti energetiche in alcuni periodi di punta della giornata. Tuttavia, le auto elettriche di produzione più recente si possono programmare affinché si carichino in determinati orari anziché farlo automaticamente una volta collegate alla corrente. Nel Regno Unito, per esempio, nell’ambito di un progetto di ricerca che si avvale di un sistema "vehicle to grid" (dal veicolo alla rete), la rete nazionale sarà in grado di acquisire energia dalle batterie delle auto negli orari di punta, in modo da bilanciare l’offerta e la domanda e garantendo al contempo che le auto vengano ricaricate completamente entro il mattino seguente. L’UE sta promuovendo la costruzione e l’aggiornamento delle infrastrutture dei trasporti in Europa per accelerare l’installazione dei punti di ricarica sulle strade principali.

La strada futura

Considerati tutti questi problemi, è realistico elettrificare il nostro sistema dei trasporti su strada? I responsabili politici, compresi i governi europei e la Commissione europea, oltre ad alcuni produttori di auto e operatori del comparto energetico, sembrano pensarla così. Le auto elettriche alimentate da fonti di energia rinnovabile possono svolgere un grande ruolo nella transizione verso un trasporto su strada maggiormente ecologico e sostenibile. È chiaro che questa transizione non risolverà da sola tutti i problemi attuali (come gli ingorghi, i parcheggi, la costruzione e la riparazione delle strade) con cui sono ora alle prese le nostre città, né sarà sufficiente per conseguire l’obiettivo dell’UE di passare a un’economia a basse emissioni di carbonio.

Da recenti sondaggi risulta che il pubblico si sta sensibilizzando in merito alla necessità di passare ai veicoli elettrici per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico e il ricorso ai combustibili fossili. La sostituzione dei camion diesel con i veicoli elettrici per le consegne merci urbane potrebbe certamente contribuire al miglioramento della qualità dell’aria nelle città. Inoltre, l’introduzione di programmi di car-sharing in varie città europee indica che la gente comincia a chiedersi se il possesso un’auto costituisca o meno una parte essenziale del proprio stile di vita, dal momento che altre opzioni di mobilità diventano più convenienti e, nella maggior parte dei casi, meno costose.

L’UE e i governi nazionali hanno già approvato normative per incoraggiare lo sviluppo di tecnologie che generano minori emissioni nei trasporti e fissare obiettivi per rendere i punti di ricarica accessibili al pubblico. L’industria, sostenuta dai prestiti e dal cofinanziamento dell’UE, sta già cominciando a investire nella realizzazione delle necessarie infrastrutture di ricarica rapida sulle principali autostrade europee, contribuendo a risolvere i problemi di affidabilità. Secondo grandi società energetiche europee, i prossimi 5-10 anni saranno fondamentali per garantire che siano presenti infrastrutture tali da assicurare l’elettrificazione del settore dei trasporti.

In diversi paesi sono stati introdotti sussidi e altri incentivi, come le esenzioni fiscali, per rendere più allettante l’acquisto dei veicoli elettrici. Anche le autorità locali a livello regionale o municipale si sono dimostrate attive, costruendo aree speciali e gratuite per il parcheggio e punti di ricarica nei centri trafficati delle città, oltre a offrire sconti ed esentare le auto elettriche dal pagamento del pedaggio stradale. Il settore energetico e alcuni Stati membri dell’UE stanno inoltre esercitando pressione sull’Unione per garantire che vengano costruite infrastrutture adeguate di ricarica nei pressi di case e posti di lavoro, nonché vicino agli appartamenti cittadini. Ai fini di un passaggio alle auto elettriche più generalizzato, si ritiene che sia fondamentale aumentare la facilità e la velocità di ricarica.

Anche i produttori di auto, dal canto loro, hanno cominciato a investire nei programmi di car-sharing basati sugli smartphone, in quanto rappresentano un altro sistema per promuovere i loro veicoli elettrici. Con tipi di batterie da 150-300 km di percorrenza in condizioni di guida reale, le auto elettriche sono l’ideale per la maggior parte dei viaggi in car-sharing. Anche i produttori stanno investendo in veicoli elettrici senza conducente (autonomi) che potrebbero, secondo gli esperti, diminuire del 90 % il numero delle auto in uso nel futuro.

Alcuni di loro hanno già cominciato a valutare i veicoli elettrici come mezzo di trasporto su strada delle merci. La società svizzera E-force sta già producendo autocarri elettrici con un’autonomia di guida massima di 300 km, da utilizzare principalmente nel trasporto urbano e interurbano. Altri produttori stanno facendo altrettanto. Vi sono città europee che hanno cominciato a introdurre i bus elettrici su alcuni delle loro vie di trasporto pubblico e la prossima svolta sarà costituita dalle navi merci dotate di vele con pannelli solari o da un’infrastruttura ferroviaria e stradale combinata che permetterà di alimentare tutto il trasporto terrestre con energia pulita. Un aereo ad energia solare è già stato inventato e ha completato il suo volo di 40 000 km intorno al mondo.

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