La prevenzione è fondamentale per affrontare la crisi dei rifiuti di plastica

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Article Pubblicato 17/06/2019 Ultima modifica 23/07/2019
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I rifiuti di materie plastiche rimangono un problema enorme e in crescita. Ma cosa fa l’Unione europea per risolverlo? Ioannis Bakas, l’esperto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) in materia di prevenzione dell’inquinamento da rifiuti, fornisce una breve panoramica della relazione dell’Agenzia sulla prevenzione dei rifiuti di plastica in Europa, pubblicata all’inizio del mese.
Samuel Zeller on Unsplash

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Di che cosa tratta la nuova relazione dell’AEA? I paesi europei fanno abbastanza per risolvere questo problema?

La relazione dell’AEA dal titolo «Preventing plastic waste in Europe» [Prevenire l’inquinamento da rifiuti di plastica in Europa] ha esaminato le iniziative intraprese dai paesi membri dell’AEA in questo campo. Cerchiamo di mappare e analizzare i tipi di misure che stanno adottando per ridurre la quantità di rifiuti di plastica o di sostanze pericolose presenti in questi rifiuti. Per strutturare le attività di prevenzione mirate ai rifiuti di materie plastiche, gli Stati membri dell’UE fanno affidamento per lo più sui rispettivi programmi di riduzione dei rifiuti. Tali programmi, tuttavia, includono misure più generali e possono non riguardare necessariamente la plastica in modo specifico ma gli imballaggi in generale. Dalla nostra analisi è tuttavia emerso che per quanto riguarda i sacchetti di plastica gli Stati membri stanno davvero facendo molto. Si sono impegnati in maniera molto attiva e hanno ottenuto notevoli risultati nel ridurne l’uso.

Qual è l’entità del problema dei rifiuti di plastica in Europa?

Ultimamente i rifiuti di materie plastiche, compresi quelli marini, sono stati oggetto di grande attenzione. Tuttavia, il problema principale per quanto riguarda la plastica è che continuiamo a consumarne quantità sempre maggiori che, inevitabilmente, si convertono in rifiuti. In futuro si produrranno sempre più rifiuti di plastica e per questo è necessario agire. In termini di prevenzione, ritengo che sia corretto concentrarsi sui rifiuti di imballaggio perché costituiscono la maggior parte dei prodotti di plastica che consumiamo, seguiti dalle materie plastiche nei settori dell’elettronica e dell’edilizia. Un’altra difficoltà è che non abbiamo ancora obiettivi concreti per affrontare il problema. E gli obiettivi possono fungere da motivazione. Attualmente, ricicliamo circa un terzo dei rifiuti di plastica prodotti, con un trend in aumento, sebbene il dato includa le esportazioni al di fuori dell’UE. Questa relazione dell’AEA non si occupa della gestione e delle esportazioni dei rifiuti, che saranno invece il tema di un prossimo comunicato dell’Agenzia sulle esportazioni dei rifiuti di plastica. Comunque, dato l’aumento del consumo, la prevenzione dei rifiuti di plastica svolgerà un ruolo fondamentale nella gestione dei quantitativi di rifiuti prodotti.

La relazione riconosce negli imballaggi di plastica un problema significativo. Che cosa occorre fare per ridurre e prevenire l’inquinamento da tali rifiuti?

Per quanto riguarda la prevenzione dei rifiuti e in particolare delle materie plastiche, come indichiamo nella relazione, c’è molto da fare per elaborare misure più mirate: ad esempio, puntare sui tipi di plastica più inquinanti come gli imballaggi monouso.  Fra le nuove tendenze, la crescita degli acquisti effettuati online ha fatto aumentare l’uso degli imballaggi e ci impone di tenere il passo per poter gestire questo maggior flusso di rifiuti. Le misure esistenti sono per lo più generiche e destinate ai prodotti in plastica in generale. Inoltre, si tratta di misure di carattere non vincolante, ad esempio accordi di carattere informativo o volontario. Sono invece necessarie misure più mirate e specifiche, come quelle descritte nella nuova direttiva sui prodotti di plastica monouso. Inoltre, i paesi trarrebbero vantaggio dalla diversificazione delle misure se ne attuassero di altri tipi quali gli strumenti di mercato, i regimi di responsabilità estesa del produttore con la modulazione dei contributi e via dicendo.

Quali provvedimenti sta prendendo l’UE in questo settore?

La Commissione europea e l’UE hanno ora in atto una strategia sulla plastica (adottata nel 2018) e recentemente il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE hanno completato e adottato la direttiva sui prodotti di plastica monouso. Questi due recenti esempi di impegno della Commissione non trovano ancora riscontro nella mappatura delle misure nazionali di prevenzione dell’inquinamento da rifiuti illustrata nella nostra relazione. Tuttavia, il recepimento della direttiva e l’esempio offerto dalla strategia sulla plastica dovrebbero far sentire i loro effetti sulle misure nazionali volte a prevenire i rifiuti di plastica nel prossimo futuro.

Qual è il ruolo dell’AEA nella prevenzione dei rifiuti di plastica?

È dal 2013 che l’AEA pubblica una serie di relazioni sulla prevenzione dei rifiuti; questa non è che l’ultima ed esamina la situazione attuale, proponendo anche alcune prospettive future. All’AEA possiamo condividere il nostro punto di vista su possibili orientamenti politici e fornire utili informazioni sulle migliori pratiche. Cerchiamo per lo più di analizzare la situazione nei paesi membri dell’AEA e di proporre alcune opzioni di miglioramento. L’AEA ha il compito di monitorare i progressi compiuti nella prevenzione dell’inquinamento da rifiuti e l’evoluzione verso la dissociazione tra produzione di rifiuti e crescita economica. D’ora in poi, conformemente alla normativa modificata, pubblicheremo ogni due anni una relazione sulla prevenzione dell’inquinamento da rifiuti (ciascuna dedicata a un tema diverso), sempre tenendo conto del monitoraggio dei progressi e della valutazione dell’attuazione da parte degli Stati membri dell’UE. La prossima relazione sarà pubblicata nel 2021. L’AEA redige inoltre schede informative che descrivono l’attuazione a livello nazionale e sono attualmente in fase di aggiornamento.

 

Ioannis Bakas

Esperto dell’AEA in materia di prevenzione dei rifiuti

Intervista pubblicata nel numero di giugno 2019 della newsletter AEA  Newsletter 02/2019

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