Oltre Parigi: trasformare l'economia a basse emissioni di carbonio in realtà

Lo scorso dicembre, a Parigi, il mondo si è prefissato un obiettivo ambizioso: mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi, puntando a limitarlo a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Al vertice del G20, svoltosi all'inizio del mese, Cina e Stati Uniti hanno annunciato l'impegno formale a sottoscrivere l'accordo di Parigi. Si tratta di un importante passo avanti nelle iniziative internazionali volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contenere il riscaldamento globale. Ciononostante gli impegni relativi alla riduzione assunti finora dai paesi firmatari non sono sufficienti per raggiungere tale ambizioso traguardo.

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Oltre la gestione dei rifiuti e verso una "economia verde"

Attualmente il nostro utilizzo delle risorse non è sostenibile ed esercita pressioni sul nostro pianeta. Dobbiamo agevolare la transizione ad un'economia circolare ed ecologica ("verde"), andando oltre le politiche in materia di gestione dei rifiuti e concentrandoci su progettazione ecocompatibile, innovazione e investimenti. La ricerca può favorire l'innovazione non solo nella produzione, ma anche nei modelli commerciali e nei meccanismi di finanziamento.

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Accordo sul clima: verso un mondo a basse emissioni di carbonio in grado di reagire ai cambiamenti climatici

L’accordo sul clima sottoscritto a Parigi da 195 paesi è il primo accordo universale e vincolante nel suo genere. L’accordo di Parigi è frutto di vari anni di preparazione, dialogo e crescente consapevolezza della necessità di affrontare le attuali e potenziali conseguenze del cambiamento climatico. L’accordo costituisce un passo importante e promettente verso la creazione di un mondo a basse emissioni di carbonio che sia in grado di far fronte ai cambiamenti climatici. Inoltre è un chiaro segnale, rivolto ai responsabili politici e alle aziende, riguardo la necessità di abbandonare i combustibili fossili e di investire in energia pulita e in azioni di adattamento.

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Verso la sostenibilità globale

Nel mese di agosto di quest'anno, più di 190 paesi hanno raggiunto un accordo sull'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. A fine mese, i capi di Stato riuniti a New York adotteranno questo programma insieme ai relativi obiettivi e traguardi di sviluppo sostenibile. A differenza dei loro predecessori, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) sono destinati sia ai paesi sviluppati sia a quelli in via di sviluppo e si concentrano su una più ampia gamma di argomenti relativi allo sviluppo sostenibile. Molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) comprendono elementi relativi all'ambiente, all'uso delle risorse o al cambiamento climatico.

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Cambiamento climatico e investimenti

Gli interventi finalizzati a mitigare il cambiamento climatico e a favorire l’adattamento ai mutamenti del clima sono spesso considerati costosi e visti come un ulteriore peso per l’economia. Tuttavia, i paesi europei stanno già investendo fondi pubblici e privati negli ambiti della ricerca, delle infrastrutture, dell’agricoltura, dell’energia, dei trasporti, dello sviluppo urbano, della protezione sociale, della salute e della salvaguardia ambientale. Possiamo garantire che la spesa attuale in questi settori vada a favore di nuove soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente, le quali contribuiranno alla creazione di nuovi posti di lavoro.

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Rifiuti sparsi nei nostri mari

Circa il 70 % del nostro pianeta è coperto dagli oceani e quasi ovunque è possibile trovare rifiuti dispersi nei mari. I rifiuti marini, la plastica in particolare, costituiscono una minaccia non solo per la salute dei mari e delle coste, ma anche per la nostra economia e le nostre comunità. La maggior parte dei rifiuti marini è generata da attività condotte sulla terraferma. Come possiamo arrestare il flusso di rifiuti nei nostri mari? Il posto migliore per iniziare ad affrontare questo problema di portata globale è la terraferma.

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Principi fondamentali dell'economia e dell'ambiente

Nel marzo 2014 la città di Parigi, in Francia, è stata colpita da un episodio di inquinamento da particolato. L'uso delle autovetture private è stato fortemente limitato per giorni. Dall'altra parte del pianeta, un'impresa cinese stava lanciando un nuovo prodotto: un'assicurazione contro lo smog per viaggiatori nazionali il cui soggiorno fosse stato rovinato da una cattiva qualità dell'aria. Quindi, quanto vale l'aria pulita? L'economia può aiutarci a ridurre l'inquinamento? Consideriamo un po' più da vicino alcuni concetti economici fondamentali.

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Come rendere "verdi" le città

Più di tre quarti di europei vivono in aree urbane. Ciò che gli abitanti delle città producono, acquistano, mangiano e buttano via, il modo in cui si spostano e il luogo in cui vivono hanno un impatto sull'ambiente. Nel contempo, anche il modo in cui una città viene costruita incide sullo stile di vita dei suoi abitanti. Abbiamo chiesto a Roland Zinkernagel, della città di Malmö, in Svezia, di parlarci delle azioni concrete intraprese per rendere la città sostenibile.

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L'economia: efficiente nell'impiego delle risorse, ecologica e circolare

Il nostro benessere dipende dall'uso delle risorse naturali. Estraiamo risorse e le trasformiamo in alimenti, edifici, mobili, dispositivi elettronici, indumenti e così via, ma il livello di sfruttamento delle risorse supera la capacità dell'ambiente di rigenerarle e di sostentarci. Come possiamo garantire il benessere a lungo termine della nostra società? Rendere la nostra economia più verde può fornire certamente un contributo.

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Transizione verso un'economia verde

La qualità della nostra vita, della nostra salute e dei nostri posti di lavoro dipende dall'ambiente. Tuttavia, la modalità con cui sfruttiamo oggi le nostre risorse naturali e il grado di tale sfruttamento rischiano di pregiudicare il nostro benessere e la capacità della natura di sostentarci. Dobbiamo trasformare radicalmente il nostro modo di produrre, di consumare e di vivere. Occorre realizzare un’economia più ecologica e questa transizione deve iniziare oggi.

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Rifiuti: un problema o una risorsa?

I rifiuti non costituiscono soltanto un problema ambientale, ma anche una perdita economica. In media, ogni anno gli europei producono 481 chilogrammi di rifiuti urbani. Una quantità crescente di questi rifiuti viene riciclata o compostata e una quantità minore è trasferita nelle discariche. Come possiamo cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo così da produrre sempre meno rifiuti, usando nel contempo tutti i rifiuti come risorse?

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Dalla produzione allo scarto: il sistema alimentare

A causa della crescita della popolazione, dei cambiamenti nello stile di vita e dell'aumento del consumo personale usiamo quantità sempre maggiori di risorse naturali. Per arginare il nostro consumo non sostenibile, dobbiamo guardare all'intero sistema delle risorse, compresi i metodi di produzione, i modelli di domanda e le catene di approvvigionamento. Consideriamo più da vicino il caso degli alimenti.

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Agricoltura europea: come rendere il cibo accessibile, salutare e "verde"

Per produrre cibo in quantità sufficienti, l'Europa si affida all'agricoltura intensiva, che ha un impatto sull'ambiente e sulla nostra salute. L'Europa è in grado di trovare un modello di produzione che sia sostenibile per l’ambiente? Abbiamo posto questa domanda a Ybele Hoogeveen che è a capo di un gruppo all'Agenzia europea per l'ambiente che lavora sull'impatto dell'utilizzo delle risorse sul benessere ambientale e umano.

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Ambiente, salute ed economia in un'unica soluzione

L'economia europea sta ancora scontando l'impatto della crisi economica iniziata nel 2008. La disoccupazione e la riduzione dei salari hanno colpito milioni di persone. In un momento in cui i laureati non riescono a trovare lavoro in una delle aree più ricche del mondo, ha senso parlare di ambiente? Il nuovo programma d’ azione ambientale dell'Unione europea fa esattamente questo, ma non solo. Individua anche l'ambiente come una parte integrante e inseparabile della nostra salute e della nostra economia.

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Trasformare il cambiamento in transizione

Viviamo in un mondo in continuo cambiamento. Come possiamo guidare i cambiamenti in corso per raggiungere la sostenibilità globale entro il 2050? Come possiamo conciliare l’economia con l’ambiente, il breve termine con il lungo termine? La risposta giace nel modo in cui gestiamo il processo di transizione evitando di chiuderci in sistemi non sostenibili.

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Acqua e agricoltura, prospettive ed esigenze

Abbiamo bisogno di prodotti alimentari e di acqua dolce pulita per produrli. A causa della crescente domanda da parte delle attività umane da un lato e del cambiamento climatico dall'altro, molte regioni, specialmente nel sud del mondo, hanno difficoltà a reperire acqua dolce in quantità sufficiente a soddisfare le proprie necessità. Come possiamo continuare a coltivare prodotti alimentari senza acuire la sete di acqua pulita dell’ambiente? Un uso più efficiente delle risorse idriche in agricoltura sarebbe senza dubbio di aiuto.

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Dalla miniera ai rifiuti, e oltre

Praticamente qualsiasi cosa consumiamo e produciamo ha un impatto sull’ambiente. Quando nella vita di tutti i giorni scegliamo di acquistare determinati beni e servizi, spesso non pensiamo a quella che è la loro «impronta» sull’ambiente. Il prezzo di vendita difficilmente rispecchia il costo reale. Ci sono però molte cose che possiamo fare per rendere più verdi i nostri consumi e la nostra produzione.

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Rendere più verde la nostra economia

La maggior parte delle persone ricorderà il 2011 come un anno di turbolenze finanziarie, ricorderà il terremoto, lo tsunami e il disastro nucleare in Giappone, i salvataggi finanziari in Europa, le proteste di massa della Primavera araba, il movimento Occupy Wall Street e gli Indignados spagnoli. Pochi ricorderanno che è stato anche l’anno in cui gli scienziati hanno scoperto oltre 18.000 nuove specie sul nostro pianeta. Ancora meno sono in grado di menzionare una specie dichiarata estinta.

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I rifiuti in Groenlandia

Dalle città più popolose agli insediamenti più remoti, ovunque viviamo, generiamo rifiuti. Avanzi di cibo, rifiuti elettronici, batterie, carta, bottiglie di plastica, vestiti, vecchi mobili: tutte queste cose vanno smaltite. Alcune finiscono riutilizzate o riciclate; altre vengono bruciate per produrre energia oppure avviate alle discariche. Non esiste un unico modo di gestire i rifiuti che vada bene ovunque. Il modo in cui gestiamo i rifiuti deve tener conto delle condizioni locali. Dopo tutto, i rifiuti nascono come una questione locale. Considerando la scarsa densità di popolazione, le lunghe distanze fra i centri abitati e l’assenza di infrastrutture stradali, vediamo come la Groenlandia affronta la questione della gestione dei rifiuti.

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È una mossa commerciale?

Dalle piccole imprese alle multinazionali, molte aziende sono alla ricerca di un modo per conservare o aumentare le proprie quote di mercato. In un’epoca di concorrenza globale agguerrita, il perseguimento della sostenibilità suggerisce ben più di un «rinverdimento» dell’immagine aziendale e di un taglio dei costi di produzione. Potrebbe comportare lo sviluppo di nuovi rami di attività.

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Agenzia europea dell'ambiente (AEA)
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1050 Copenaghen K
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Telefono: +45 3336 7100