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A proposito degli strumenti politici

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Le politiche rivestono un ruolo fondamentale nel determinare lo stato del nostro ambiente. L'Unione europea vanta 35 anni di esperienza nell'elaborazione di politiche ambientali, durante i quali ha attuato ben più di 200 atti giuridici e definito percorsi strategici. Inizialmente la politica si è concentrata sulla regolamentazione degli standard tecnici. La gamma degli strumenti politici è stata però gradualmente ampliata, nella consapevolezza che non esiste un unico strumento politico universale in grado di offrire soluzioni a tutti i problemi. Il Sesto programma d'azione per l'ambiente dell'Unione europea promuove un mix di strumenti: requisiti giuridici (misure di "comando e controllo"), trasferimento di tecnologie, strumenti di mercato, ricerca, disposizioni sulla responsabilità ambientale, appalti pubblici eco-compatibili e piani e accordi volontari. Gli studi sull'efficacia delle politiche dell'AEA mostrano che il quadro istituzionale può essere tanto importante quanto la formulazione della politica stessa.

Il pacchetto legislativo in materia ambientale dell'Unione europea è riconosciuto come uno dei più validi al mondo. Per funzionare, deve però essere pienamente attuato e in vigore. Senza di esso, il nostro ambiente avrebbe un aspetto piuttosto diverso. Abbiamo ripulito le nostre acque e la nostra aria, ridotto gradualmente alcune sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e raddoppiato le percentuali di riciclo dei rifiuti. Le nostre auto sono meno inquinanti; senza le migliorie apportate dalle marmitte catalitiche negli ultimi 20 anni, alcune emissioni sarebbero dieci volte superiori al livello attuale.

Oggi, la strategia comunitaria per lo sviluppo sostenibile fornisce il quadro generale a lungo termine per realizzare sinergie tra gli obiettivi economici, sociali e ambientali. Il trattato dell'Unione europea prevede l'integrazione della protezione ambientale nella definizione e attuazione di tutte le politiche comunitarie, per esempio sull'energia, sull'agricoltura e sui trasporti. Questa "integrazione ambientale" aiuta a prevenire i problemi alla fonte, invece di ricorrere soltanto a soluzioni a posteriori.

L'Unione europea sta lavorando a un approccio più integrato all'elaborazione di politiche, ispirandosi ai principi della valutazione dell'impatto e migliore regolamentazione. Ciò include anche raccomandazioni per migliorare la partecipazione pubblica alla gestione delle interazioni tra scienza, tecnologie e società civile, requisiti indispensabili per l'applicazione del principio di prudenza.

Gli strumenti di mercato come i diritti di emissione negoziabili e le imposte ambientali sono in cima all'agenda dell'Unione europea. Il loro scopo consiste nell'integrare i costi ambientali e sanitari delle attività economiche nei prezzi di mercato e nel dare un prezzo all'utilizzo di risorse naturali come l'aria, l'acqua e il suolo. Esempi recenti sono il sistema di cessione dei diritti di emissione dell'Unione europea e la tassazione ambientale armonizzata, come la direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici e la direttiva "Eurovignetta" per il trasporto merci. L'eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente è un'altra priorità. Il Libro verde 2007 sugli strumenti di mercato per fini di politica ambientale e per altri fini connessi corrobora l'idea della riforma della fiscalità ambientale, passando dall'imposizione sul lavoro all'imposizione ambientale.

"Il socialismo ha fallito nel dire la verità economica. Il capitalismo potrebbe fallire nel dire la verità ecologica" (Lester Brown, Fortune Brainstorm Conference, 2006).

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