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Industria

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La prestazione ambientale dell'industria europea è migliorata nel corso degli ultimi decenni. I cambiamenti registrati sono dovuti a diverse ragioni: regolamentazioni più severe in materia di ambiente, progressi nell'efficienza energetica, una tendenza generale dell'industria europea all'abbandono della produzione pesante maggiormente inquinante e la partecipazione delle imprese a sistemi volontari allo scopo di ridurre il proprio impatto ambientale. Nonostante tali miglioramenti, l'industria grava ancora in misura significativa sull'ambiente in termini di inquinamento e rifiuti prodotti dal settore.

I settori industriali europei apportano numerosi e importanti benefici economici e sociali; producono merci e prodotti e generano occupazione ed entrate fiscali. Tuttavia, i più grandi impianti industriali europei rappresentano una quota significativa delle emissioni totali dei principali inquinanti atmosferici e gas a effetto serra, nonché di altri importanti effetti ambientali, fra cui il rilascio di inquinanti nell'acqua e nel suolo, la produzione di rifiuti e il consumo di energia.

Politiche UE

Nell'ambito dell'UE, l'industria è oggetto di regolamentazione da molti anni. Numerose politiche UE limitano gli effetti negativi delle attività industriali sulla salute umana e sull'ambiente e incoraggiano l'adozione di pratiche sostenibili. Nel 2010, l'UE ha approvato la direttiva sulle emissioni industriali, che definisce gli obblighi delle grandi strutture industriali per evitare o ridurre al minimo le emissioni inquinanti nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo, nonché i rifiuti provenienti dalle installazioni industriali e agricole. A tale scopo, gli operatori di circa 52 000 impianti industriali sono tenuti a ottenere un permesso integrato da parte delle autorità negli Stati membri dell'UE.

Il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) è il registro più completo a livello europeo in materia di inquinamento dovuto alle principali attività industriali. Contiene informazioni annuali su circa 29 000 strutture industriali in tutta Europa in merito ai quantitativi di rilascio degli inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo nonché ai trasferimenti fuori sito di rifiuti e inquinanti nelle acque reflue.

Il sistema UE di scambio delle quote di emissioni (EU ETS) è una pietra angolare della politica UE per la lotta al cambiamento climatico e lo strumento cardine della riduzione delle emissioni industriali di gas a effetto serra in modo economicamente efficace. Riguarda circa 11 000 centrali elettriche e impianti industriali in 30 paesi.

Iniziative in materia di industria

Sono stati, inoltre, introdotti alcuni criteri di sostenibilità per agevolare la riduzione degli effetti dell'industria sull'ambiente. Esempi di tali iniziative sono l'adozione diffusa di pratiche di gestione ambientale attraverso il sistema di ecogestione e audit (EMAS) e ISO14001 e iniziative volontarie di responsabilità sociale delle imprese, quali l'iniziativa “Responsible Care” (atteggiamento responsabile) dell'industria chimica, l'iniziativa di e-sostenibilità globale e la Materials Stewardship Policy del Consiglio internazionale sull'estrazione di minerali e metalli.

Attività dell'AEA

Il lavoro generale dell'AEA sull’industria include una gamma di attività relative a informazioni e valutazioni riguardanti i dati industriali: i grandi impianti di combustione, il registro PRTR europea e il sistema ETS. Nel corso del 2012, il lavoro dell'AEA si estenderà al coordinamento in materia di comunicazione dei dati da parte dei singoli paesi per le sostanze che riducono lo strato di ozono e i gas fluorurati.

Prospettive

Nell'ambito della strategia Europa 2020, due delle sette iniziative faro rivestono un'importanza particolare per l'industria: "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" e "Una politica industriale per l'era della globalizzazione". La prima comporta la dissociazione della crescita economica dall'utilizzo delle risorse, il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica. La seconda si focalizza sul miglioramento dell'ambiente imprenditoriale, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), favorendo al contempo lo sviluppo di una base industriale solida e sostenibile. In tale contesto, nell'ottobre 2011 la Commissione ha pubblicato una nuova politica in materia di responsabilità sociale delle imprese.

Anche il piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili" e "Politica industriale sostenibile" (SCP/SIP) del 2008 include una serie di proposte per migliorare gli effetti dei beni prodotti sull'ambiente e per rilanciare la domanda di beni e di tecnologie di produzione più sostenibili. Il piano mira, inoltre, a spingere l'industria UE a cogliere le opportunità d’innovazione, ad esempio attraverso politiche che privilegino i prodotti sostenibili e l'ecoinnovazione.

Negli anni a venire, la Commissione europea si focalizzerà su una migliore attuazione della legislazione, in particolare della direttiva sulle emissioni industriali. Ciò includerà l'adozione da parte della Commissione delle conclusioni sulle migliori tecnologie disponibili (BAT) contenenti i valori limite sulle emissioni associati alle BAT, l'elaborazione di piani di ispezione per i relativi impianti e l'attuazione dei valori limite sulle emissioni della direttiva, in particolare di quelli per i grandi impianti di combustione, più rigidi rispetto a quelli contenuti nella direttiva sui grandi impianti di combustione.

Nel 2012, la Commissione effettuerà la revisione del piano d'azione SCP/SIP e considererà possibili estensioni della direttiva sulla progettazione ecocompatibile ad esso collegata. L'istituzione di un piano d'azione per l'ecoinnovazione che garantisca la commercializzazione e la diffusione delle principali tecnologie ambientali è prevista nel contesto della strategia Europa 2020.

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