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Tu sei qui: Home / Segnali ambientali – L’aria che respiro … / Segnali 2011 / Articoli / Sfide complesse in un mondo interconnesso

Sfide complesse in un mondo interconnesso

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Una delle principali conclusioni della relazione più importante dell’AEA, il SOER 2010, sembra ovvia: «le sfide ambientali sono complesse e non possono essere affrontate isolatamente».

 Image © EEA/John McConnico

Questo significa semplicemente che le questioni ambientali sono collegate fra loro e che spesso costituiscono solo una parte del grande puzzle di sfide che noi e il nostro pianeta dobbiamo affrontare. La verità è che viviamo in un mondo altamente interconnesso, composto da numerosi sistemi diversi ma collegati fra loro, come quello ambientale, sociale, economico, tecnico, politico, culturale eccetera. Questo è anche il mondo da cui dipendiamo.

Tale interconnettività globale indica che il danneggiamento di un elemento può avere effetti imprevisti in un altro. Il recente crollo finanziario a livello mondiale e il disordine nel settore nell’aviazione provocato da un vulcano islandese dimostrano come i dissesti improvvisi avvenuti in una zona possano colpire interi sistemi.

Spesso questa interconnettività viene definita «globalizzazione» e non rappresenta un fenomeno nuovo. In Europa, la globalizzazione ci ha permesso di prosperare come continente e di assumere un ruolo guida in ambito economico per diverso tempo. In questa fase abbiamo utilizzato una notevole quantità di risorse naturali sia nostre sia di altri paesi. La nostra «impronta», ossia il nostro impatto, è considerevole e va ben oltre i nostri confini.

In realtà si prevede che in futuro le forze motrici alla base della globalizzazione esercitino un notevole influsso sull’Europa e sul nostro ambiente. Molte di esse esulano dal nostro controllo. Entro il 2050, ad esempio, la popolazione mondiale potrebbe superare i 9 miliardi di abitanti, comportando enormi conseguenze ambientali. Molto probabilmente, il maggior tasso di crescita della popolazione sarà registrato in Asia e in Africa, mentre nei paesi più sviluppati (Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda) tale crescita si attesterà solo intorno al 3 %.

Sfide ambientali correlate alle cause globali del cambiamento

Una serie di recenti tendenze sta delineando il contesto globale. Alcune sono definite «megatendenze globali» perché interessano le dimensioni sociali, tecnologiche, economiche, politiche e persino ambientali. Gli sviluppi principali includono il cambiamento dei modelli demografici o il crescente aumento dei tassi di urbanizzazione, i progressi tecnologici sempre più rapidi, un’integrazione del mercato sempre più intensa, l’evoluzione degli spostamenti del potere economico o i cambiamenti climatici.

Queste tendenze hanno notevoli implicazioni sulla domanda globale di risorse. Le città sono in fase di espansione e i consumi aumentano. Il mondo si aspetta una crescita economica continua. La produzione si dirige verso economie emergenti, che acquisiranno importanza dal punto di vista economico. Gli attori non statali potrebbero assumere maggiore rilievo nei processi politici globali.

È prevista un’accelerazione del cambiamento tecnologico. Questa «corsa verso l’ignoto» comporta nuovi rischi, ma offre anche grandi opportunità.

I futuri impatti determinati da queste «megatendenze globali» sull’ambiente europeo costituiscono il tema di una sezione di SOER e sono alla base di Segnali 2011. Tali tendenze chiave determinano grandi conseguenze per il nostro ambiente globale e per la nostra gestione delle sue risorse. Segnali 2011 contiene sezioni intitolate «La Terra nel 2050: megatendenza globale» in cui si analizzano le tendenze chiave, valutando anche il loro futuro impatto sull’ambiente europeo.

Non possiamo dire esattamente come apparirà o sarà la Terra nel 2050. Molte tendenze sono già ben radicate. La loro evoluzione dipende dalle nostre scelte di oggi. In questo senso, il futuro è nelle nostre mani. Cerchiamo di adottare le scelte giuste. I nostri nipoti e chiunque farà parte della nostra famiglia nel 2050 ce ne saranno grati.

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