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La qualità delle risorse idriche in Europa è in generale miglioramento, ma è l’impatto dell’agricoltura a costituire tuttora la sfida principale

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Press Release Pubblicato 27/11/2003 Ultima modifica 28/06/2016
Nel complesso, la protezione e la qualità delle risorse idriche in Europa stanno generalmente migliorando, ma in talune regioni si registrano lievi o inesistenti progressi nella lotta ad alcuni tipi di inquinamento o di uso eccessivo dell’acqua, ambedue problemi particolarmente connessi all’agricoltura.

COMUNICATO STAMPA

Copenaghen, 27 novembre 2003


La qualità delle risorse idriche in Europa è in generale miglioramento, ma è l'impatto dell'agricoltura a costituire tuttora la sfida principale


Nel complesso, la protezione e la qualità delle risorse idriche in Europa stanno generalmente migliorando, ma in talune regioni si registrano lievi o inesistenti progressi nella lotta ad alcuni tipi di inquinamento o di uso eccessivo dell'acqua, ambedue problemi particolarmente connessi all'agricoltura.


Per tale motivo, è importante monitorare gli effetti dell'allargamento dell'Unione europea sull'agricoltura e sulle risorse idriche negli stati che diventeranno membri il prossimo anno. Negli anni Novanta, la ristrutturazione economica nell'Europa centrale e orientale ha generalmente comportato delle pressioni minori sull'ambiente acquatico, ma l'eventuale intensificazione diffusa dell'agricoltura, che si riscontrerà dopo l'allargamento dell'UE, invertirà probabilmente tale tendenza.


L'Agenzia europea dell'ambiente pubblica quest'oggi una breve nota informativa, Situazione delle risorse idriche in Europa, ove riassume il quadro generale ed evidenzia i problemi per i quali si registrano o non si registrano progressi. La nota si basa sulla relazione dell'AEA Europe's water: An indicator-based assessment (Le risorse idriche in Europa: una valutazione basata su indicatori), pubblicata il mese scorso.


Unitamente ad azioni nazionali ed internazionali, i quasi 30 anni di legislazione ambientale dell'Unione europea per la protezione e il miglioramento dell'ambiente acquatico stanno portando i propri frutti in numerosi settori, anche se i dati relativi a certi problemi presentano ampie lacune e implicano un trattamento cauto delle relative conclusioni.


Tuttavia, ove si realizzano dei progressi generali in un determinato settore, si possono comunque riscontrare dei problemi specifici e dei 'punti caldi‘ geografici.


I settori in progresso comprendono un generale miglioramento delle acque dei fiumi in 14 paesi per i quali sono disponibili informazioni. Si è riscontrata una notevole diminuzione dell'inquinamento di fiumi e laghi da fosforo e sostanze organiche derivanti da attività domestiche ed industriali. Anche lo scarico di tali sostanze in mare si è ridotto.


L'inquinamento dei fiumi da metalli pesanti e da altre sostanze pericolose è generalmente in diminuzione e vi sono prove della diminuzione delle loro concentrazioni anche nei mari europei. La quantità totale di versamenti di petrolio da navi è diminuita nel corso degli anni Novanta.


Fatta salva l'Europa sudoccidentale, si sono anche registrati progressi nella riduzione in generale dell'estrazione e dell'uso di acqua.


Inoltre, l'attuazione di Eurowaternet (rete di raccolta di informazioni e dati sulle acque coordinata dall'AEA) ha portato a dei miglioramenti significativi nelle informazioni sulle acque dell'Europa.


Al contrario, non si è registrato alcun progresso per quanto concerne la riduzione dell'inquinamento da nitrati e pesticidi o dell'estrazione di acqua a scopi irrigui, energetici o turisitici.


L'inquinamento da nitrati, provenienti in particolare dai fertilizanti agricoli, è rimasto costante ed elevato. La concentrazione di nitrati nei fiumi rimane elevata nei paesi dell'Europa occidentale dove l'agricoltura è più intensiva. Non vi è traccia di mutamenti per le concentrazioni di nitrati nelle falde sotterranee, mentre i nitrati nell'acqua potabile costrituiscono un problema comune a tutta l'Europa.


I pesticidi agricoli continuano ad essere presenti in concentrazioni preoccupanti nell'acqua non depurata destinata alla produzione di acqua potabile, ma la mancanza di dati non consente di identificare alcuna tendenza.


Nell'Europa sudoccidentale, è in lieve aumento la tendenza per quanto concerne l'estrazione di acqua, come per l'irrigazione agricola. La stessa tendenza si registra per l'acqua ultizzata nella produzione di energia nei paesi dell'Europa centrale e orientale, che aderiranno all'UE nel maggio prossimo.


Un più significativo e probabilmente crescente onere sulle risorse idriche è rappresentato dal turismo in numerose parti dell'Europa meridionale. L'eccessiva estrazione di acqua costituisce la maggiore preoccupazione in aree quali la costa e le isole del Mediterraneo in cui le sorgenti di acqua potabile sono state contaminate da acqua marina.


La nota introduttiva è la prima di una serie occasionale ed è pubblicata sul sito web dell'AEA: http://reports.eea.europa.eu/briefing_2003_1. La relazione completa è disponibile su http://reports.eea.europa.eu/topic_report_2003_1 e la completa sintesi su http://reports.eea.europa.eu/report_2003_0617_150910/en.


Note agli editori


I paesi che nel prossimo maggio aderiranno all'UE, detti paesi aderenti, sono Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica slovacca e Slovenia. Bulgaria e Romania stanno negoziando il loro ingresso per un'ulteriore data, mentre la Turchia ha fatto richiesta di adesione all'UE ma non ha ancora iniziato i negoziati.


Informazioni sull'AEA


L'Agenzia europea dell'ambiente è la fonte principale delle informazioni utilizzate dall'Unione europea e dai suoi Stati membri per lo sviluppo di politiche in materia di ambiente. L'agenzia intende promuovere lo sviluppo sostenibile e contribuire ad un miglioramento significativo e misurabile dell'ambiente europeo mediante la fornitura di informazioni tempestive, mirate, pertinenti e affidabili ai responsabili decisionali e all'opinione pubblica. Istituita dall'Unione europea nel 1990 e operante a Copenaghen dal 1994, l'AEA è il fulcro della rete europea di informazione e osservazione ambientale (Eionet), una rete composta da circa 300 organismi in tutta Europa attraverso i quali essa raccoglie e divulga informazioni e dati in materia di ambiente.


L'Agenzia, che è aperta a tutte le nazioni che ne condividono gli obiettivi, conta attualmente 31 paesi membri, ossia i 15 Stati membri dell'UE, l'Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein, che fanno parte dello Spazio economico europeo, e i 13 paesi aderenti e candidati all'adesione all'UE, ovvero Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovenia, Repubblica slovacca e Turchia. L'AEA è il primo organismo che accoglie i paesi aderenti e candidati all'adesione all'UE. Sono anche in corso negoziati di adesione con la Svizzera.



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