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L’UE può rispettare gli obiettivi di Kyoto

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Press Release Pubblicato 23/11/2007 Ultima modifica 03/06/2016
Secondo il nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) pubblicato oggi a Copenaghen, gli Stati membri dell’UE a 15 potrebbero riuscire a rispettare, addiritttura a superare, l’obiettivo di Kyoto di ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra dell’8 % rispetto ai livelli del 1990; cio’ sarà possibile se gli Stati membri metteranno subito in atto tutte le politiche aggiuntive previste.

Il 1° gennaio 2008 Kyoto diventa realta.

La Professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA

Il rapporto, dal titolo “Greenhouse gas emission trends and projections in Europe 2007” (Tendenze e previsioni sulle emissioni di gas serra in Europa al 2007), esamina i dati riferiti al periodo tra il 1990 e il 2005. In particolare, analizza le previsioni dei singoli paesi sulle emissioni di gas serra in futuro e dà una buona descrizione dei progressi compiuti verso gli obiettivi di Kyoto. Il rapporto è di particolare rilievo se visto alla luce dell’imminente “primo periodo di impegno” del protocollo di Kyoto, che interessa gli anni tra il 2008 e il 2012 (1) (cfr. le note).

Emissioni dell’UE a 15 nel 2005: Stando al rapporto:

  • sono diminuite dello 0,8 % tra il 2004 e il 2005;
  • si sono ridotte del 2 % rispetto all’anno di riferimento di Kyoto (2)

“Il 1° gennaio 2008 Kyoto diventa realta’. Tutte le azioni disponibili devono essere introdotte.adesso. Grazie al sistema dell’ Emissions Trading Scheme, il programma dell’UE basato sul sistema “cap and trade” finalizzato allo scambio di quote di anidride carbonica, si potranno ottenere riduzioni significative delle emissioni di gas serra. (3) Questo sistema, via via che andrà maturando ed espandendosi, riuscirà a imporsi come progetto per un mercato globale del carbonio, che rappresenta una componente importante degli eventuali accordi che verranno dopo quello di Kyoto,” sostiene la Professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA.

All’interno dell’obiettivo generale di Kyoto per l’UE a 15, ad ogni Stato membro e’ stato assegnato un obiettivo specifico, da conseguire attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione dal Protocollo. Pur non essendo compresi nell’obiettivo congiunto dell’UE a 15, i dieci nuovi Stati membri dell’Unione Europea entrati nel 2004 — ad eccezione di Cipro e Malta — hanno obiettivi individuali da perseguire, stabiliti direttamente dal protocollo di Kyoto.

Uno sguardo sul futuro: la via verso Kyoto. Sulla base delle previsioni degli Stati membri, le politiche e le misure domestiche gia’ avviate (4) porteranno ad una riduzione delle emissioni di gas serra nell’UE a 15, con un effetto netto del 4,0 % rispetto ai livelli dell’anno di riferimento. Tenendo poi conto delle politiche e misure nazionali pianificate, ma non ancora attuate, l’UE a 15 potrebbe ridurre le emissioni di un altro 3,9 %.

L’uso dei meccanismi di Kyoto (5) previsto da parte di 10 dei 15 Stati membri consentirà di ridurre le emissioni di un ulteriore 2,5 %. Le risorse stanziate a tal fine dai governi dei 10 paesi ammontano a 2,9 Mld EUR. Il ricorso ai pozzi di assorbimento dell’anidride carbonica (ossia la piantagione di foreste per eliminare l’anidride carbonica) garantirà una diminuzione ulteriore dello 0,9 %. Riassumendo, l’UE potrebbe arrivare, secondo il rapporto, ad una riduzione dell’11,4 %. Inoltre, tutti i nuovi otto Stati membri prevedono di onorare il proprio impegno individuale.

Strumento chiave: Si legge nel rapporto che il sistema dei permessi negoziabili delle emissioni di CO2 in vigore nell’UE (ETS) porterà ad una graduale diminuzione delle emissioni. Il sistema dovrebbe contribuire con una diminuzione di almeno il 3,4 %, in parte già riflessa nelle previsioni di alcuni Stati membri. In questo modo sarà garantita una diminuzione ulteriore di almeno l’1,3 % del totale di 11,4 % rispetto alle emissioni dell’anno di riferimento nell’UE a 15.

Note al redattore:

Informazioni sulla relazione
Il rapporto, preparato dall’AEA e dal suo Centro tematico europeo “Aria e cambiamenti climatici” (ETC/ACC), integra la relazione di valutazione annuale della Commissione europea al Consiglio e al Parlamento. Per maggiori informazioni si rimanda al sito web della Commissione.

Il rapporto dell’AEA ha preso in esame 33 paesi, tra i quali:

  • Stati membri dell’UE a 15: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia.
  • Nuovi Stati membri: Bulgaria Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria.
  • Paesi candidati all’adesione: Croazia e Turchia.
  • Altri paesi membri del SEE: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera.


Per ciascun paese interessato dal rapporto è stato creato un allegato specifico.

Fonte dei dati: La relazione fa affidamento sui dati e sulle informazioni presentati dai paesi alla Commissione europea e all’AEA fino al 1° giugno 2007. Per quanto riguarda i trend nel passato, essi si basano interamente sul rapporto tecnico dell’AEA intitolato EEA Technical report No 7/2007 Annual European Community greenhouse gas inventory 1990-2005 and inventory report 2007 (Relazione tecnica dell’AEA n. 7/2007 — Inventario annuale sui gas a effetto serra della Comunità europea 1990-2005 e relazione sull’inventario 2007). Cfr. comunicato stampa (15 giugno 2007).

  1. Obiettivi di Kyoto dell’Unione europea: L’UE a 15 si è assunta a Kyoto l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra dell’8 % rispetto ai livelli dell’anno di riferimento (cfr. oltre) entro il 2012. All’interno di questo obiettivo generale è stato assegnato a ciascuno Stato membro dell’UE a 15 un obiettivo differenziato: ad alcuni Stati membri, quindi,e’ richiesto di ridurre le emissioni, mentre ad altri è stata concessa una soglia di aumento. I nuovi Stati membri hanno obiettivi individuali, con l’eccezione di Cipro e Malta, che non ne hanno alcuno. Gli obiettivi possono essere conseguiti attraverso azioni diverse.
  2. Emissioni nell’anno di riferimento: Nell’ambito del protocollo di Kyoto il livello delle emissioni di gas a effetto serra nell’“anno di riferimento” è il punto di partenza pertinente per registrare il progresso delle emissioni nazionali dell’UE a 15 e di tutti gli Stati membri a cui è stato assegnato un obiettivo di Kyoto. Per l’UE a 27, invece, non è stato previsto un obiettivo unico sotto Kyoto e, quindi, non è possibile utilizzare, in una discussione sui progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, un anno di riferimento collettivo per questo territorio. L’anno di riferimento non è un “anno” normalmente inteso, bensì il livello di emissioni preso come riferimento per calcolare le riduzioni intercorse. Il 1990 è l’“anno di riferimento” utilizzato per calcolare i livelli di anidride carbonica, metano e protossido di azoto per tutti gli Stati membri dell’UE a 15. Per quanto riguarda, invece, i gas fluorurati, gli Stati membri dell’UE a 15 possono decidere di prendere come riferimento i livelli del 1995. Dodici Stati membri su 15 hanno scelto il 1995 come anno di riferimento per le emissioni di gas fluorurati. In pratica, quindi, il livello di emissioni dell’anno di riferimento per l’UE a 15 può essere considerato simile al livello di emissioni del 1990.
  3. Sistema dei permessi negoziabili delle emissioni di CO2 (Emissions Trading Scheme, ETS) nell’UE: Il sistema dei permessi negoziabili delle emissioni di CO2 dell’Unione europea è uno strumento politico in materia di cambiamenti climatici il cui obiettivo è aiutare le industrie a ridurre le emissioni di CO2 in maniera efficace rispetto ai costi. Il sistema impone un tetto sulle emissioni a tutte le grandi fonti di emissioni di CO2. Si calcola che nell’UE a 15 l’ETS dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni del 3,4 % rispetto all’anno di riferimento.
  4. Politiche e misure domestiche: Entro i confini nazionali le politiche e misure adottate in loco comprendono: promozione di energia elettrica da fonti rinnovabili; miglioramenti dell’efficienza energetica; promozione dei biocarburanti nei trasporti; riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte delle automobili; recupero di gas dalle discariche e riduzione dei gas fluorurati.
  5. Meccanismi di Kyoto: I meccanismi di Kyoto aiutano i paesi industrializzati a conseguire i propri obiettivi di Kyoto guadagnando crediti grazie alle azioni di riduzione delle emissioni di anidride carbonica intraprese in altri paesi. Contribuiscono inoltre al trasferimento di tecnologie a basse emissioni di CO2 in altri paesi. L’uso previsto dei meccanismi di Kyoto da parte di 10 dei 15 Stati membri dell’UE consentirà, entro il 2010, di ridurre le emissioni del 2,5 % rispetto ai livelli dell’anno di riferimento. Questi paesi sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Per maggiori informazioni sui meccanismi di Kyoto, si rimanda al sito web dell’UNFCCC.

Panorama dello stato di avanzamento degli Stati membri dell’UE e di altri paesi membri del SEE

Table 1 Italian


Note
:
Il rapporto ha tenuto conto delle previsioni nazionali fornite fino al 1° giugno 2007.

  1. Rimozione netta prevista grazie alle attività dei pozzi di assorbimento dell’anidride carbonica (cambiamento della destinazione del suolo e silvicoltura).
  2. La Danimarca prevede di raggiungere il suo obiettivo avviando nuove iniziative sul clima di portata nazionale, per quanto tali iniziative non siano ancora state individuate.
  3. Nel luglio 2007, la Spagna ha adottato un Piano di misure urgenti per contrastare i cambiamenti climatici. Secondo le sue previsioni, tali misure le consentiranno di onorare gli impegni assunti nell’ambito del protocollo di Kyoto.

Previsioni sulle emissioni di gas a effetto serra nel 2010 in Europa

Table 2 Italian

Informazioni sull’Agenzia europea dell’ambiente (AEA):

L’AEA ha sede a Copenaghen. Lo scopo dell’agenzia è contribuire a migliorare in maniera significativa e tangibile l’ambiente europeo attraverso la fornitura di informazioni puntuali, mirate, pertinenti e affidabili alle autorità politiche e all'opinione pubblica.

Referenti:

Brendan Killeen,
Addetto stampa

Tel. +45 33 36 72 69
Cell. +45 23 68 36 71
E-mail: brendan.killeen@eea.europa.eu

Marion Hannerup
Responsabile Comunicazione e Affari generali

Tel. +45 33 36 71 60
Cell. +45 51 33 22 43
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