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I ministri devono unire le forze per garantire un ambiente sano nella regione paneuropea

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Secondo la nuova relazione pubblicata oggi dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), nella regione paneuropea la politica ambientale è ostacolata da una serie di lacune a livello informativo ed attuativo.

La relazione, intitolata “L’ambiente in Europa: la quarta valutazione”, è stata presentata a Belgrado, in Serbia, in occasione della seduta inaugurale della sesta conferenza ministeriale del processo “Un ambiente per l’Europa”, tenuta sotto l’egida della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE).

Ultima di una serie di valutazioni dell’ambiente paneuropeo pubblicate dall’AEA negli ultimi 15 anni, la relazione esamina i progressi compiuti a livello ambientale in 53 paesi, su un territorio che comprende una popolazione complessiva di oltre 870 milioni di persone. La regione comprende: Europa orientale, Caucaso e Asia centrale (EOCAC), Europa sudorientale (ESO), ed Europa occidentale e centrale (EOC).

Tra le raccomandazioni principali della relazione vale la pena menzionare il miglioramento nell’attuazione delle politiche esistenti e la definizione di obiettivi chiari e realistici. È necessario, tuttavia, introdurre al più presto un sistema informativo ambientale condiviso, per ovviare alla grave carenza di informazioni affidabili, accessibili e confrontabili sull’ambiente in tutta la regione.

“È importante rafforzare ulteriormente la volontà, a livello paneuropeo, di agire nelle questioni ambientali. A tal fine è indispensabile comprendere meglio i problemi con cui dobbiamo confrontarci, esaminandone la natura e individuandone la distribuzione tra le società ed attraverso le generazioni. L’analisi, la valutazione, la comunicazione e l’educazione contribuiranno a colmare questo ‘vuoto’ di informazioni e offriranno strumenti migliori a chi dovrà intervenire” ha dichiarato la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA.

Si legge nella relazione che la maggior parte delle pressioni ambientali nella regione proviene da attività economiche quali l’agricoltura, il turismo, i trasporti e l’energia. Anche gli attuali modelli di consumo e di produzione sfruttano una quantità crescente di risorse naturali, mettendo ulteriormente a rischio l’ambiente.

Gli effetti associati a queste attività hanno una vasta portata: la qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo varia notevolmente nella regione paneuropea. Oltre 100 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e a condizioni igienico-sanitarie adeguate. Emerge inoltre dalla relazione che in molti paesi dell’Europa orientale, del Caucaso, dell’Asia centrale e dell’Europa sudorientale la qualità del sistema di approvvigionamento dell’acqua e del sistema fognario si è deteriorata negli ultimi 15 anni, soprattutto a scapito della popolazione rurale.

Nonostante alcuni risultati positivi registrati in termini di qualità dell’aria, si calcola che gli attuali livelli di inquinamento atmosferico (soprattutto ossidi di azoto, polveri sottili e ozono a livello del suolo) accorciano la speranza di vita nei paesi dell’Europa occidentale e centrale di quasi un anno e compromettono un sano sviluppo nei bambini. Altrettanto cupa appare la situazione nell’Europa orientale, nel Caucaso e nell’Asia centrale, dove le emissioni della maggior parte degli inquinanti atmosferici sono aumentate di oltre il 10% dal 2000, a fronte della ripresa economica, dell’aumento dei trasporti e della continua scarsa efficacia delle politiche per la protezione dall’inquinamento atmosferico.

La relazione, che comprende anche una valutazione esaustiva dell’ambiente marino in tutta la regione paneuropea, addita con toni particolarmente allarmanti ai fenomeni dello sfruttamento eccessivo della pesca, dell’eutrofizzazione e delle pressioni crescenti esercitate sugli ambienti costieri. Nei mari europei sono diminuite le perdite accidentali di idrocarburi, ma sono ancora significativi gli sversamenti dovuti alle attività quotidiane.

Per quanto concerne la biodiversità, l’obiettivo di frenare la perdita di biodiversità entro il 2010 non verrà raggiunto se non saranno realizzati ulteriori importanti interventi. A causa dei fattori di disturbo, della distruzione e del degrado degli habitat, oltre 700 specie europee sono a rischio di estinzione, tra cui alcune specie rappresentative come la lince iberica.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla società e sulle risorse naturali sono già sotto gli occhi di tutti. Si prevede che questi fenomeni si faranno via via più pronunciati con il passare degli anni, se non saranno drasticamente ridotte le emissioni globali di gas a effetto serra. La relazione sottolinea l’urgenza di adattarsi ai potenziali rischi degli effetti prodotti in futuro dai cambiamenti climatici.

“I ministri hanno definito il convegno di Belgrado una ‘conferenza propositiva’. La relazione dell’Agenzia riconosce che sono stati fatti dei progressi: l’inquinamento atmosferico è stato in parte contenuto ed è migliorato il trattamento delle acque reflue. Tuttavia, in un’epoca di rapidi cambiamenti, rimangono forti preoccupazioni come il clima, la biodiversità e altre minacce per la salute correlate allo stato dell’ambiente. Per trovare una risposta a questi complessi problemi ambientali è necessario collaborare con continuità a livello paneuropeo nonché mettere a punto azioni di sostegno finanziario e tecnico mirate” conclude la professoressa McGlade.

Note al redattore:

Per accedere alla versione integrale della relazione cfr.:
http://www.eea.europa.eu/pan-european/fourth-assessment

L’ambiente in Europa: la quarta valutazione

Frutto di una straordinaria collaborazione in termini di condivisione di informazioni, la relazione “L’ambiente in Europa: la quarta valutazione” si prefigge l’obiettivo di fornire informazioni aggiornate e affidabili sulle interazioni tra ambiente e società e di mettere in luce i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali a livello paneuropeo.

Da Kiev a Belgrado

Il processo “Un ambiente per l’Europa” (EfE) coinvolge attualmente 56 paesi di tre continenti diversi, che hanno deciso di affrontare assieme le sfide ambientali. Si tratta di un partenariato unico nel suo genere tra i paesi che appartengono alla regione della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Il processo EfE interessa anche organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite rappresentate nella regione, altre organizzazioni intergovernative, centri regionali per l’ambiente, organizzazioni non governative e altre importanti associazioni.

A sostegno di questo processo l’AEA ha preparato una serie di valutazioni ambientali per la regione paneuropea, allo scopo di fornire informazioni pertinenti a livello politico, aggiornate e affidabili sulle interazioni tra ambiente e società.

La prima valutazione completa dello stato dell’ambiente paneuropeo è stata presentata a Sofia nel 1995. Valutazioni aggiornate sono state successivamente illustrate in occasione delle conferenze ministeriali di Aarhus nel 1998 e di Kiev nel 2003.

Questa è la quarta relazione della serie. Ove possibile, la relazione analizza i progressi compiuti, soprattutto rispetto agli obiettivi del Sesto programma d’azione in materia di ambiente della Comunità europea e della Strategia ambientale per i paesi dell’Europa orientale, del Caucaso e dell’Asia centrale.

La relazione “L’ambiente in Europa: la quarta valutazione” interessa 53 paesi: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Federazione russa, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria e Uzbekistan.

Informazioni sull’Agenzia europea dell’ambiente (AEA):

L’AEA ha sede a Copenaghen. Lo scopo dell’Agenzia è contribuire a migliorare in maniera significativa e tangibile l’ambiente europeo attraverso la fornitura di informazioni puntuali, mirate, pertinenti e affidabili alle autorità politiche e all'opinione pubblica.

Per maggiori informazioni sull’AEA consultare il sito web: http://www.eea.europa.eu

Contatti:

Per richieste di informazioni da parte dei mass media:

Brendan Killeen
Addetto stampa

Tel.: +45 33 36 72 69
Cell.: +45 23 68 36 71

Marion Hannerup
Responsabile Comunicazioni e Affari generali

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