Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS)

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Pagina Ultima modifica 09/08/2016 15:15
Il "Sistema comune di informazioni ambientali" (SEIS) è stato sviluppato per migliorare la raccolta, lo scambio e l'utilizzo dei dati e delle informazioni ambientali in tutta Europa. Il SEIS mira a creare un sistema informativo ambientale integrato, accessibile via web ed esteso a tutta l'UE, semplificando e modernizzando i sistemi informativi e i processi esistenti.

Che cos'è il SEIS?

Storia: nel febbraio 2008, la comunicazione "Verso un Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS)" della Commissione europea ha proposto una soluzione per affrontare la sfida della gestione delle informazioni ambientali in Europa. È nato così il SEIS, sviluppato come iniziativa collaborativa della Commissione europea, dell'AEA e dei 39 paesi della rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale Eionet. La realizzazione del SEIS è il fulcro del nostro lavoro sin dal 2009 ed è alla base del Programma di lavoro pluriennale 2014–2018 e delle nostre attività quotidiane.

Finalità: il SEIS mira a creare un sistema di informazioni ambientali ottimizzato per l'Europa. È un elemento essenziale per la crescita della nostra base di conoscenze e permette di integrare un ampio patrimonio di informazioni ricavate da Eionet e altre reti e partner, progetti di partecipazione del cittadino alla ricerca scientifica (citizen science), iniziative di sviluppo collettivo (crowdsourcing) e nuove iniziative per la raccolta di informazioni ambientali quali Copernicus. Questi obiettivi sono perseguiti attraverso una rete di fornitori pubblici di dati che condividono dati e informazioni ambientali. Il SEIS contribuisce a semplificare, razionalizzare e modernizzare i sistemi e i processi esistenti, rendendoli accessibili via web. È un sistema decentrato ma integrato che permette di migliorare qualità, fruibilità, accessibilità e comprensione delle informazioni ambientali.

Con il SEIS, l'approccio di fondo si modifica: i paesi o le regioni non si limitano più a comunicare singolarmente i propri dati a organizzazioni internazionali specifiche, ma creano sistemi online con servizi che rendono le informazioni fruibili da parte di una platea di utenti diversi, sia persone che macchine. Questo cambiamento avviene per gradi e il SEIS rimane un elemento fondamentale per l'accesso alle informazioni ambientali e per la loro integrazione nell'economia basata sulle conoscenze.

I sette principi del SEIS: il SEIS si basa su sette "principi". Le informazioni devono essere:

  1. gestite quanto più possibile vicino alla fonte;
  2. raccolte un'unica volta e condivise per molteplici finalità;
  3. prontamente accessibili per consentire di adempiere facilmente agli obblighi di reporting;
  4. prontamente accessibili a tutti gli utenti;
  5. accessibili per effettuare comparazioni a scala  geografica appropriata e per consentire la partecipazione dei cittadini;
  6. pienamente accessibili al grande pubblico e a livello nazionale nella lingua o nelle lingue del paese;
  7. supportate da  standard software comuni, liberi eaperti.

 

Un obiettivo trasversale importante del SEIS è rendere accessibili le informazioni ambientali massimizzandone e ampliandone l'uso. Le informazioni spesso sono create per una finalità specifica, ma in genere hanno molti altri utilizzi potenziali; applicando i principi del SEIS, diventa più facile utilizzarle anche per altri scopi. Ad esempio, le informazioni sulle inondazioni sono necessarie per mitigarne le conseguenze potenziali, ma altrettanto  utili per le compagnie assicurative e gli acquirenti di case, che possono utilizzarle per valutare i rischi per gli immobili.

Opportunità tecnologiche: il SEIS deve ovviamente sfruttare e favorire lo sviluppo di moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). Con le TIC è sempre più facile condividere informazioni tra individui, gruppi ristretti o intereweb communities. Tra gli esempi di queste tecnologie si segnalano sensori, satelliti, servizi cartografici interattivi, servizi web e applicazioni per dispositivi mobili.

Le TIC sono particolarmente utili per fornire dati in tempo reale utilizzabili per prendere decisioni immediate, ad esempio da parte di governi nazionali per la gestione di emergenze o da parte dei semplici cittadini per programmare la propria giornata in base a i dati meteorologici  o relativi al traffico locale.

Costi ridotti: il SEIS offre anche altri benefici, tra cui la riduzione degli oneri amministrativi per le autorità pubbliche e la riduzione dei costi resa possibile dalla maggiore efficienza. Ad esempio, sistemi elettronici automatizzati cominciano ormai a sostituire gran parte delle risorse umane oggi impiegate per lo scambio di informazioni.

Tre pilastri: un SEIS funzionale dovrebbe essere strutturato attorno a tre pilastri: contenuti, infrastruttura e cooperazione. Innanzitutto, il sistema deve identificare i tipi di contenuti (dati) necessari nonché le loro potenziali fonti. In secondo luogo, sono necessarie infrastrutture tecniche efficaci e accessibili via web che sfruttino appieno le TIC più avanzate, inclusi i servizi web (in cui gli elaboratori comunicano tra di loro senza bisogno di alcun intervento umano, costoso o meno efficiente). In terzo luogo, è necessaria una struttura di cooperazione e governance per gestire le risorse umane, i contributi e il lavoro in rete.

Molteplici applicazioni: l'applicazione dei sette principi e dei tre pilastri del SEIS sta diventando sempre più importante e necessaria per qualsiasi rete basata sulla condivisione di informazioni, compresa la rete Eionet dell'AEA.

L'AEA sta modernizzando il proprio sistema informativo sulla base dei principi del SEIS. L'AEA fornisce dati collegati (linked data) nell'ambito di un servizio dati semantico, mantiene visualizzatori cartografici interattivi e collaborativi e più in generale promuove la disponibilità di informazioni online e aggiornate sullo stato dell'ambiente attraverso il proprio sito.

Altre importanti iniziative collegate al SEIS sono:

Copernicus, servizi di monitoraggio che offrono le potenzialità dei dati ricavati dall'osservazione della terra;

INSPIRE, che mira a standardizzare e migliorare l'accesso ai dati ambientali per una migliore integrazione;

ENI, che amplia la portata del SEIS estendendolo ai paesi vicini all'Europa;

GEO/GEOSS, che costruisce un Sistema di sistemi per l'osservazione globale della terra;

UN-GGIM, che fornisce dati e informazioni per gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. 

Per maggiori informazioni sul SEIS:

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